Gazzetta di Modena

Modena

«Più Polizia? Qui a Modena ne abbiamo fin troppa»

di Stefano Totaro
«Più Polizia? Qui a Modena ne abbiamo fin troppa»

Zavatti, Cgil: «Comprendendo tutte le forze c’è un addetto ogni 350 abitanti Non serve chiedere sempre rinforzi, ma riorganizzare e agire sinergicamente»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Ma abbiamo davvero bisogno di “più poliziotti” o questo refrain sta diventando solo un facile spot con il quale ora, da tutta Italia e Modena non fa eccezione, si va a bussare ad ogni governo che inizia ad insediarsi? Secondo Franco Zavatti, del coordinamento legalità e sicurezza Cgil Emilia Romagna, non sarebbe proprio così. La risposta al quesito sulla necessità di aumentare il numero delle divise, sostiene il sindacalista, sarebbe sì «se si guarda corto» e sarebbe invece no «se finalmente si parte analizzando le pesanti incongruenze strutturali e con lo sguardo anche rivolto all’Europa».

Carenze di organico? «Abbiamo più agenti di ogni altra nazione, ma troppo sparpagliati e poco coordinati» sostiene Zavatti che porta come esempio concreto proprio città e provincia di Modena, perché le cifre parlano chiaro. Sul nostro territorio abbiamo un “operatore della sicurezza” ogni 350 abitanti. «Ai cittadini ed ai circa 1.300 operatori dei tre corpi di polizia (polizia di Stato, carabinieri e finanza) cui vanno aggiunti i circa 700 vigili urbani dei Comuni modenesi, cioè un operatore ogni 350 cittadini, dobbiamo promettere più assunzioni (pure oggi necessarie) per risolvere l'intricato peso della sicurezza, oppure avviare un lavoro su un esteso percorso di riforme, razionalizzazione, coordinamento e semplificazione nell'arcipelago dei numerosi ed “autonomi” corpi operativi?».

Ed ecco la geografia di questo arcipelago in divisa.

«Siamo il paese europeo - e quindi anche la regione - col più elevato numero di agenti/organici in rapporto alla popolazione. Gli organici dell'insieme delle tre polizie italiane raggiungono le 278mila unità. In Germania ne hanno 35mila in meno, in Francia oltre 70mila in meno, e così in Spagna, Inghilterra e Paesi nordici. Senza sottovalutare, assolutamente, di aggiungere gli oltre 60mila agenti delle nostre Polizie Municipali che nel controllo e sicurezza dei territori c'entrano eccome». Detto questo Zavatti entra nel vivo del problema, ricordando che «siamo il paese col record europeo che schiera nei territori corpi con nove divise e funzioni diverse, a volte sovrapposte, poco coordinate e troppa separatezza organizzativa nelle ordinarie attività di prevenzione sui territori ed indagini. Corpi che rispondono a cinque diversi ministeri» e che non hanno unificato le centrali operative.

Eppure si era iniziato a cercare di riordinare e riformare questa marea di divise, con progetti sinergici, ma tutto è andato perso. «Sono rimaste inattuate di fatto - conclude Zavatti della Cgil - le buone indicazioni della ormai lontana riforma della polizia di Stato e rallentati i migliori obiettivi di leggi e più recenti Protocolli locali fra città/comuni e prefetture, che prevedevano concrete forme di "coordinamento" fra i diversi Corpi e con le polizie municipali, l'apertura di “cabine di regia”, l'avvio della “polizia di prossimità” nei quartieri-paesi, e l'apertura dei benedetti “posti integrati” nei centri urbani. Esperimento che partì bene, ad esempio un decennio fa nella città di Modena, ma ora di fatto svuotato per l'assenza dei “carabinieri di quartiere”, pur previsti per legge, e la pesante riduzione dei poliziotti prima assegnati e poi ritirati».

Insomma, collaborare, accorpare, agire sinergicamente si potrebbe e si dovrebbe, ma da troppo tempo tutto questo rimane solo una intenzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google