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Blitz del Comune nelle case dei profughi

Blitz del Comune nelle case dei profughi

Zocca. Ufficio tecnico e vigili mappano la situazione dopo l’ordinanza dell’amministrazione

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ZOCCA . Sopralluoghi tecnici a tappeto ieri a Zocca in tutti gli appartamenti che ospitano i profughi sul territorio, sia quelli gestiti dalla cooperativa Leone Rosso che gli altri in capo alla Caleidos. Si è passati in poche ore ai fatti a seguito dell’ordinanza emanata giovedì dal sindaco Gianfranco Tanari alla luce dell’episodio critico di lunedì scorso, quando nella palazzina al 90 di vicolo Belvedere si è registrata l’intossicazione (per quanto lieve) di cinque migranti che nell’appartamento a piano terra avevano acceso un camino difettoso.

In concomitanza con la riunione in Prefettura sull’episodio, alla presenza dei vertici Caleidos, Tanari aveva sottolineato l’urgenza di avere un quadro oggettivo delle condizioni abitative in cui si trovano i migranti locali. E così ieri ufficio tecnico e polizia municipale (guidata dall’ispettore Elena Corsini) hanno fatto un controllo completo delle sistemazioni verificandone la conformità rispetto al piano regolatore e al regolamento comunale.

Alla mattina sono stati visitati i locali gestiti da Leone Rosso, al pomeriggio la “fatidica” palazzina di vicolo Belvedere, in mano alla Caleidos. Un’oretta circa di esame per parte: ora nell’arco di 2-3 giorni i responsabili stenderanno due distinte relazioni che verranno trasmesse sia al Comune che alla Prefettura, che ne ha fatto esplicita richiesta. Se c’è qualcosa che non va, verranno emessi i provvedimenti conseguenti.

Al momento è prematura ogni conclusione: dai primi riscontri si sa solo che sono emerse situazioni molto differenti. Al loro arrivo, i tecnici hanno trovato in vicolo Belvedere un piano terra ancora disabitato (al primo piano invece c'erano regolarmente cinque ospiti) dopo l’episodio di lunedì, dato che gli inquilini sono stati trasferiti in Studentato a Modena in attesa di lavori di sistemazione generale dell’appartamento tuttora in corso. Bisognerà vedere se sono stati sufficienti a colmare le lacune o se ne sono emerse altre.

«Era doveroso verificare in modo ufficiale la situazione e capire come vivono i profughi - nota Tanari - Dopo i fatti di lunedì c'è un'esigenza di chiarezza pienamente condivisa dalla Prefettura. Siamo andati avanti in autonomia intanto, mentre non risulta ancora pervenuto dalla Caleidos quel documento formale sui migranti di cui lo stesso viceprefetto Ventura aveva sottolineato l’urgenza».

«Prediamo atto dei sopralluoghi e restiamo in attesa della relazione degli organi competenti - sottolinea Giorgio Del'Amico della Caleidos - mentre per quanto riguarda il documento con la pianificazione delle possibili attività da far fare ai richiedenti asilo, provvederemo: dobbiamo parlare con i ragazzi e stendere un piano condiviso».

Daniele Montanari

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