Comune e Caritas insieme per aiutare i più fragili
Nonantola. Il protocollo firmato anche dall’Unione del Sorbara vuole realizzare progetti a sostegno dell’accoglienza e delle famiglie che sono in difficoltà
NONANTOLA. L'amministrazione comunale di Nonantola ha siglato con la Caritas Diocesana un protocollo finalizzato a sperimentare “progetti di comunità” rivolti ai concittadini più fragili consistenti in un percorso di idee, oggettive nella realizzazione, creato da diversi soggetti (Amministrazione, Parrocchia, associazioni di volontariato, enti gestori, cittadini) affinché tutte le forze presenti sul territorio agiscano di concerto su quello che verrà chiamato “tavolo di coordinamento”, tavolo nel quale e sul quale versare “micro progettualità specifiche per intervenire sui problemi” legati alla accoglienza dei richiedenti asilo e alla miglior organizzazione possibile sul territorio. Il tavolo di coordinamento non è altro che uno strumento e sarà, in buona sostanza, luogo di riflessione e di azione. In esso tutti i soggetti avranno pari dignità ed ogni soluzione innovativa pari ascolto.
L'atto protocollare e la firma hanno avuto, però, una lunga gestazione. Mesi durante i quali l'idea di partenza, cioè strutturare un'accoglienza dei richiedenti asilo in modo qualitativamente superiore e maggiormente sostenibile dalla cittadinanza, aveva bisogno di mettere “a sistema tutte le forze presenti sul territorio mantenendo ben distinti ruoli, compiti e responsabilità”. L'accordo è stato firmato da tutta l'Unione del Sorbara ma sarà dato a Nonantola lo start dell'avvio. Definito, anche, “sperimentale”. Lo strumento del “tavolo di coordinamento” rimarrà aperto a tutti coloro che vorranno contribuirvi. L' assessore Federico di Stefano, delega alle politiche sociali e spinta motrice di tutto il progetto, spiega ed inquadra così il Protocollo: «Ritengo che questo strumento possa rappresentare un momento di svolta per la nostra comunità. Questa concertazione permetterà di creare veri momenti d'incontro, di scambio, di vicendevole conoscenza in grado di arricchire sia i richiedenti asilo sia la comunità intera. L'aspetto che più ci rende orgogliosi è vedere come tantissimi cittadini, più o meno organizzati, stanno da tempo investendo le proprie energie sul tema dell'accoglienza. Grazie ad un coordinamento di questo tipo, il lavoro di tutti sarà ulteriormente finalizzato e diverrà ancora più efficace. Co-progettare inizialmente potrà risultare faticoso, tuttavia, - conclude l’assessore Di Stefano - non appena diverrà una modalità automatica di lavoro, permetterà di raggiungere risultati di altissimo spessore utilizzabili non solo per questo tema specifico, ma generalizzabili alla fragilità nel suo complesso».
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