Il gagliardetto di Zocca sale con Cheli sull’Everest
Una delegazione guidata dal sindaco Tanari ha incontrato il neo alpinista Il paese tiferà per lui nell’ascesa alla montagna che scatterà il 10 aprile
ZOCCA. Dopo aver portato Zocca nello spazio ora la porterà sul tetto del mondo. Partirà tra poche settimane infatti la spedizione che porterà lo zocchese Maurizio Cheli sull’Everest. Cheli, pilota di aerei e partecipante nel 1996 alla spedizione che ha portato lo shuttle Columbia nello spazio, ha deciso di tentare la scalata del monte più alto del mondo. E con sé porterà anche un gagliardetto con il simbolo di Zocca. Un gagliardetto che gli è stato consegnato di persona dall’amministrazione comunale che nella giornata di lunedì ha voluto incontrarlo di persona per portargli incoraggiamenti e congratulazioni preventive a nome di tutta la cittadinanza.
La spedizione di Maurizio Cheli, come già ampiamente raccontato, si svolgerà nelle prossime settimane, più precisamente nel periodo aprile-maggio 2018. Dopo il trasferimento a Kathmandu tra il 9 e il 10 aprile, i membri della spedizione si trasferiranno al Campo Base, dopo una camminata di circa dieci giorni. Nelle settimane successive si procederà alla acclimatazione con escursioni ai campi più alti: prima il Campo 1 a 6400 metri, poi il Campo 2 a 6900, quindi il Campo 3 a 7400 metri, in attesa poi della vera e propria partenza per la vetta, tra la seconda e la terza settimana di maggio, fino agli 8848 metri della cima.
Due grandi imprese - quella sullo spazio e quella sull’Everest - legate in modo più forte di quanto si potrebbe pensare.
«Ci sono molti modi per raggiungere il cielo - ha ribadito l’astronauta durante l’incontro con l’amministrazione, guidata dal sindaco Gianfranco Tanari - Io l’ho fatto a bordo di uno Space Shuttle e pilotando aerei. Ora voglio farlo con le mie gambe, raggiungendo la vetta più alta del mondo con le mie gambe. Era il 1996, quando sorvolando il pianeta a bordo dello Space Shuttle Columbia fotografai l’Everest. Da allora ho sempre desiderato raggiungere quella vetta. Guardare quel pezzo di mondo dalla prospettiva inversa rispetto a quella che mi vedeva in quel momento con la mia macchina fotografica a pochi centimetri dal vuoto dello spazio. Ora posso finalmente farlo. Questa montagna ha sempre esercitato un fascino unico sugli alpinisti e non solo: chiunque almeno una volta nella vita ha sognato anche solo per un istante di poter toccare la sua vetta».
La scalata dell’Everest è un’impresa alpinistica molto impegnativa. Per questo Maurizio Cheli si è allenato duramente negli ultimi mesi, riuscendo a scalare tutte le vette più importanti delle Alpi e delle Ande, e sarà accompagnato nel suo viaggio da Marco Camandona, alpinista di fama internazionale, che ha scelto di affiancarlo dopo una lunga preparazione fisica e atletica.
Una nuova sfida insomma, sicuramente diversa ma non meno impegnativa rispetto ad una vita sempre vissuta al massimo. «Si tratta di qualcosa di più personale - spiega Cheli - perché mette direttamente a contatto con la natura. Sarà un’avventura che cercherò di vivere con tutti i miei sensi».
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