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Sfratto ad alta tensione: denunce e svenimenti

di Sara Donatelli
Sfratto ad alta tensione: denunce e svenimenti

La polizia deve intervenire per liberare un appartamento in via Giardini Cordone degli antagonisti che si oppongono. La famiglia ora è allo Studentato

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Ha avuto inizio alle 7.30 al palazzo Prora in via Giardini l'ennesimo accesso di sfratto nei confronti di Sanaa, 39enne tunisina, del marito Giuseppe e del figlio di appena sei mesi, famiglia che occupava l’appartamento da ormai quattro anni. Ad intervenire, dopo pochi minuti, anche gli agenti della squadra Mobile che, forzando la barriera creata all’ingresso da parte degli attivisti dello sportello sociale Larage e da altre persone del Guernica accorse per prestare solidarietà alla donna, si sono introdotti all’interno dell’appartamento di via Giardini. La trattativa, tuttavia, è stata sin dai primi momenti alquanto complessa. Dopo una prima mediazione con la Digos, e con l’intervento degli assistenti sociali, la donna è stata accompagnata all'hotel San Marino per visionare la stanza che le è stata proposta come alternativa. «Oltre ad essere troppo piccola per una famiglia- ha spiegato Sanaa- la soluzione che ci è stata proposta non è assolutamente adatta a quelle che sono le nostre esigenze. Io ho un figlio di sei mesi che, essendo nato prematuro, ha bisogno di costanti cure. In più, la stanza si trova al terzo piano senza ascensore. E per noi è ancora più complesso gestire i nostri spostamenti con il bambino». Da qui la decisione di Sanaa e del marito di rifiutare. Durante l’assenza della donna, tuttavia, gli agenti hanno tentato di introdursi all’interno dell'appartamento, all’ingresso del quale, però, si era formato un cordone degli attivisti dello sportello sociale Larage che hanno tentato di bloccare lo sfratto, in attesa quantomeno del rientro della donna. Tentativi, però, inutili. “Dopo una resistenza passiva esercitata dai manifestanti che ha costretto gli uomini del reparto Mobile a spostarli di peso si è proceduto a liberare l’immobile e riconsegnarlo al proprietario che ha provveduto alla messa in sicurezza” ha scritto in una nota il capo di gabinetto della questura che ha inoltre fatto sapere che sono scattate le denunce a piede libero nei confronti dei manifestanti per i reati di manifestazione non preavvisata, resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio ed interruzione di un pubblico servizio.

Sul posto è dovuta intervenire anche un’ambulanza in quanto la sorella di Sanaa ha accusato un malore, un attacco di panico dovuto a quanto accaduto.

Dopo essersi recati negli uffici degli assistenti sociali, infine, Sanaa e il marito hanno accettato, come soluzione momentanea, la collocazione all'interno del residence in via Costellazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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