Gazzetta di Modena

Modena

Truffa, svuotata la casa di una 86enne a Modena

Truffa, svuotata la casa di una 86enne a Modena

Ancora un colpo dei finti carabinieri: prima le dicono che il figlio ha avuto un incidente, poi il raggiro

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Una truffa ai danni di una signora 86enne che si muove utilizzando un deambulatore. È quanto accaduto l’altro ieri nella zona di Sant’Agnese, in una laterale di viale Moreali. È lì che una banda è entrata in azione con l’obiettivo di prendersi gioco di questa persona indifesa dopo averne studiato le abitudini.

Il piano è scattato poco dopo le 12, quando la vittima del raggiro ha ricevuto una telefonata: due uomini dall’altra parte della cornetta, con voce squillante e italiana, si sono spacciati per carabinieri. Chiamavano per conto di un fantomatico avvocato Bevilacqua - nome scelto a caso dai malviventi ma già utilizzato più volte soprattutto a Bologna e nel Nord Italia e che comunque non ha nulla ha a che vedere con chi si chiama Bevilacqua - che aspettava una somma di denaro per poter sbloccare l’assicurazione del figlio, che era appena stato vittima di un incidente.

Capirete l’ansia e la preoccupazione dell’anziana nel sentire che il figlio si trovava in gravi condizioni e cher necessitava di soldi per non essere anche vittima di un procedimento penale. I due uomini hanno raccontato all’anziana una serie di falsità infinite: il figlio sta male, il figlio è in stato di fermo perché colpevole nello stesso incidente, servono soldi per liberare la sua posizione. I due finti carabinieri hanno così dato tempo alla donna di organizzarsi e un paio di ore dopo un uomo si è presentato sulla porta di casa per riscuotere. Anche in questo caso italiano, un altro finto carabiniere, che ha ingannato la donna in modo subdolo e senza alcuna pietà: si è fatto consegnare i contanti che la donna aveva in casa, circa 500 euro, ma soprattutto tutto l’oro e i gioielli di una vita, comprese le fedi, unico ricordo del marito scomparso alcuni anni fa. Tutto è stato catalogato dall’uomo, che con calma e senza destare sospetti ha spiegato all’86enne come quella cifra avrebbe “liberato” il figlio.

E la donna, ansiosa di sentire la voce del figlio dopo il suo gesto, passati dieci minuti dalla visita del malvivente, non ce l’ha più fatta, e ha chiamato la caserma dei carabinieri per sincerarsi che i suoi averi fossero arrivati. Lì l’amara scoperta: i carabinieri al telefono le hanno detto che era stata truffata e che non era il primo caso di raggiro portato a termine con questa tecnica.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google