Dardagna, che cascate
Salita al monte La Nuda dal rifugio Cavone attraverso la valle del Rio Piano e discesa lungo la dorsale nord-ovest, compiendo così un giro ad anello di circa 9 chilometri e 700 metri di dislivello.Per...
Salita al monte La Nuda dal rifugio Cavone attraverso la valle del Rio Piano e discesa lungo la dorsale nord-ovest, compiendo così un giro ad anello di circa 9 chilometri e 700 metri di dislivello.
Per chi volesse accorciarlo è possibile naturalmente salire e scendere dalla dorsale nord-ovest, in questo caso si riduce a 6 km fra andata e ritorno.
In auto passando da Fanano e Rocca Corneta, raggiungiamo Vidiciatico e da lì seguiamo le indicazioni per gli impianti sciistici fino a raggiungere il Santuario della Madonna dell’Acero dove si parcheggia.
Si segue la bella forestale che coincide con il sentiero CAI 331; tralasciando i sentieri che scendono alle cascate del Dardagna, dopo circa un paio di chilometri, si raggiunge il bivio con il sentiero CAI 337 che sale decisamente a sinistra verso il Rifugio Cavone.
Attraversata la strada asfaltata, si raggiungono le sponde del lago e si inizia a salire stando sempre a destra del ruscello fino al termine del bosco. Si procede in direzione est in moderata pendenza costeggiando la vegetazione e stando a debita distanza dalle ripide pareti di Punta Sofia.
Sempre seguendo indicativamente il sentiero CAI 337 si raggiunge il valico che divide il Corno alle Scale dal monte La Nuda. Ora il percorso che rimane è evidente e ben visibile: si segue la cresta verso nord che, con alcuni saliscendi, ci conduce fino alla sommità più elevata.
Per la discesa si segue l’ampia cresta nord-ovest che presenta una pendenza dolce e costante ed è molto piacevole.
Giunti al bordo della vegetazione, ci si infila nel bosco seguendo il sentiero CAI 327; all’inizio gli abeti e i faggi sono un po’ fitti per cui scendere con gli sci risulta un pochino complicato, ma ben presto gli alberi si allargano e si riescono a fare belle curve fra i tronchi.
Sempre seguendo i segnavia bianco-rossi, si prosegue in un bosco di abeti ad alto fusto con spazi rettilinei sempre più aperti fino a giungere su una forestale (sentiero CAI 323) che si segue a sinistra in discesa fino a giungere al Centro Visitatori del Parco Regionale Corno alle Scale in località Pian d’Ivo.
Da qui, dopo un breve tratto, si raggiunge la strada asfaltata; ora non resta che seguirla a sinistra per circa 400 metri fino a ritornare al santuario e, di conseguenza, al punto di partenza. (l.g.)
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