Esami e ospedali, nuovo piano anticode
Accordo tra Regione e sindacati sulla figura dello specialista ambulatoriale che prenderà in cura pazienti cronici o fragili
In quanti, usciti dall’ospedale, si sono sentiti abbandonati e spesso disarmati di fronte ad un tortuoso percorso di cura e assistenza che li aspettava dopo una degenza o il riconoscimento di una patologie. Da oggi, stando al progetto messo in piedi dall’Ausl con il sostegno della Regione, tutto dovrebbe essere più semplice.
Risposte certe, veloci e di qualità ai bisogni dei cittadini, riduzione dei tempi d’attesa, presa in carico del paziente cronico o fragile con più patologie, con l’obiettivo di una sempre maggiore continuità dell’assistenza. Risponde a questi obiettivi il nuovo accordo integrativo tra Regione Emilia Romagna e Organizzazioni sindacali di specialisti ambulatoriali interni, veterinari e altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi), in virtù del quale vengono definite nuove figure di riferimento per i pazienti, riconoscendo ruoli e competenze ai medici specialisti che lavorano nelle strutture territoriali (Case della Salute, Poliambulatori, ecc).
Presso l’Azienda Usl di Modena sono già attivi i Responsabili di branca – dalla dermatologia all’oculistica, passando per ortopedia, nefrologia, geriatria e molte altre – con il compito di pianificare, con i Dipartimenti di riferimento, l’attività specialistica ambulatoriale, definendo nuovi percorsi diagnostici terapeutici e coordinando i colleghi.
«A Modena gli specialisti territoriali sono stati protagonisti di una integrazione molto avanzata con le altre figure cliniche – spiega il segretario del sindacato unico di medicina ambulatoriale dell’Emilia-Romagna (Sumai ER), Pietro Procopio – diventando nel tempo parte integrante di reti provinciali quali quelle di Endocrinologia, Dermatologia e Otorinolaringoiatria, assumendo ruoli di spicco anche all’interno di Unità operative ospedaliere, come nel caso di Fisiatria ed Ematologia, e ricoprendo incarichi di alta responsabilità come la Direzione del Distretto sanitario di Carpi, affidata appunto a un medico specialista territoriale».
La piena integrazione degli specialisti ambulatoriali renderà possibile la presa in carico diretta – con controlli programmati – dei pazienti cronici o fragili, evitando il più possibile accessi inutili in ospedale e contribuendo a ridurre i tempi d’attesa per le prestazioni di primo accesso. Anche il paziente appena dimesso dall’ospedale, inoltre, potrà avere da subito figure di riferimento e percorsi specifici di presa in carico.
Uno degli elementi di maggior innovazione è infatti l’identificazione dello specialista ambulatoriale – sono 260 in Provincia di Modena – come figura di coordinamento tra i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera scelta, da un lato, e i medici ospedalieri dall’altro.
«In questo modo – conclude Procopio – non è il paziente che si sposta da un punto all’altro della rete ma, grazie anche alla centralità della Casa della Salute come luogo in cui confluiscono più servizi, sono gli specialisti ambulatoriali che si fanno carico della continuità dell’assistenza».
L’accordo – chiarisce il Comunicato della Regione – si inserisce nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dall’intesa della Conferenza Stato-Regioni del 2015, per dare nel territorio risposte assistenziali appropriate ed efficaci alternative all’ospedalizzazione, a partire da una sempre maggiore integrazione tra i professionisti e i servizi. In Emilia-Romagna sono in tutto circa 1.100 gli specialisti ambulatoriali impegnati nelle strutture territoriali. (d.b.)
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