«I punti nascita chiusi devono essere riaperti»
PAVULLO . La Lega chiede la riapertura dei punti nascita di Pavullo, Castelnovo Monti (Reggio) e Borgotaro, proprio alla vigilia della discussione, stasera in Consiglio a Pavullo, della mozione...
PAVULLO . La Lega chiede la riapertura dei punti nascita di Pavullo, Castelnovo Monti (Reggio) e Borgotaro, proprio alla vigilia della discussione, stasera in Consiglio a Pavullo, della mozione presentata dai 5 Stelle Davide Venturelli e Fabio Catani per chiedere all’amministrazione di presentare al Ministero istanza di riesame della deroga. A prendere posizione è stato ieri Gianluca Vinci, neodeputato di Reggio e segretario emiliano del Carroccio, tornando sul caso di sabato sera di Gatta (Castelnovo Monti), dove una donna al sesto mese ha atteso invano l’arrivo dell'elicottero ed è stata condotta all'ospedale di Reggio in ambulanza, tra fortissimi dolori.
Alla luce dell'accaduto, Vinci è netto nella sua richiesta: «La Regione, che sul tema della chiusura ha sempre tenuto una linea molto decisa, deve tornare sui propri passi» sottolinea, precisando che «le motivazioni e i parametri richiesti dalla norma per consentirne l’apertura ci sono: nelle Regioni dove già governa la Lega queste problematiche vengono risolte direttamente e spontaneamente dai nostri governatori perché la competenza in materia sanitaria è quasi esclusivamente regionale». Secondo Vinci «il Pd deve prendere atto della pericolosità della propria scelta per tutte le future mamme che risiedono in Appennino, e del fatto che questa porti rischi per la salute ma anche un abbandono obbligato della montagna da parte delle giovani coppie: chi progetta la nascita di un figlio non deve essere abbandonato e correre rischi per la salute». Ma, ed è questo il punto decisivo in vista di stasera, Vinci, che nei giorni scorsi è stato proprio in visita a Pavullo, promette anche un interessamento in prima persona suo e degli altri parlamentari leghisti delle tre province «per verificare e sollecitare al Ministero una modifica in autotutela dei propri pareri circa la chiusura», che «paiono viziati da dati non conformi per quanto riguarda le distanze chilometriche dei singoli comuni dal punto nascite più vicino e da altri dati che dovranno essere riesaminati con attenzione». Che è praticamente il cuore della mozione dei 5 Stelle. Chiaro che una posizione così del segretario leghista inserisce una variabile di non poco peso nella discussione, ponendo la maggioranza di centrodestra di Biolchini in una situazione complicata: se approva la mozione, si allinea sulle posizioni dei 5 Stelle che sono state finora estremamente critiche sulla questione. Se la boccia, pone la sua nutrita rappresentanza leghista in contrasto con la posizione del segretario. Se la Lega appoggia la mozione e il gruppo della Pineta la boccia, la maggioranza si spacca su un tema sensibilissimo. Insomma, un motivo in più per assistere a questo dibattito. (d.m.)
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