«In marcia per un partito nuovo»
Richetti prepara un evento per capire gli errori del Pd: «Nessun percorso personale, serve una svolta»
L’idea è quella di rimettersi in marcia, anche se la Francia di Macron non c’entra. E non c’entra nemmeno la futura guida del Pd, una partita che si giocherà più avanti e con regole di gioco ancora da definire. Quello che c’entra, invece, è un progetto nuovo, che riparta soprattutto da quelli - e sono tanti - che il Partito democratico non l’hanno votato, alle elezioni politiche del 4 marzo. A definire i contorni di “Harambee”, che oltre a essere il suo ultimo libro è l’evento in programma sabato 7 aprile all’Acquario Romano, è il senatore di Fiorano e responsabile comunicazione del Pd Matteo Richetti.
Un evento lanciato la settimana scorsa con un video diffuso sui social e rilanciato in questi giorni con una serie di immagini che ritraggono Richetti nel luogo che sarà al centro dell’evento, di fianco alla stazione Termini. Ma per il parlamentare modenese non si tratta di una candidatura per la futura leadership del Pd: «Capisco che spesso ci sia bisogno di una notizia - sorride il senatore - ma al centro dell’incontro non ci sarà il mio percorso personale. Ci saranno, invece, il percorso e la direzione da intraprendere per ripartire dopo il 4 marzo. Per questo, all’Acquario Romano non ci saranno i dirigenti del partito, ma tante persone che il Pd non lo hanno votato: a queste persone voglio chiedere i motivi che li hanno portati a fare altre scelte, anche perché non possiamo ripartire solo stando all’interno dei nostri circoli, ma dobbiamo incontrare soprattutto chi ha scelto altre forze politiche. Ma a Roma ci saranno anche tante associazioni culturali che vengono da tutta Italia - incalza Richetti - in particolare dalle regioni del sud, dalla Campania alla Puglia, e anche tanti imprenditori, che racconteranno le loro esperienze, e tanti giornalisti stranieri, per confrontarci con le altre situazioni e gli altri Paesi».
L’idea alla base di “Harambee” - espressione che in Kenya ha un significato simile al nostro “oh issa” - insomma, è quella di un Partito democratico «che si mette in marcia con grande impegno e con tanta capacità di ascolto per dar vita a un progetto nuovo: chi mi conosce sa che sono legato al concetto di “chiamata a raccolta” - spiega ancora il responsabile comunicazione del partito - perché per ripartire dobbiamo riallacciare relazioni con il tessuto sociale. L’analisi del voto non possiamo farla tra di noi - ribadisce Richetti - ma dobbiamo farla prima di tutto fuori, partendo da chi non ha votato il Pd». Al centro del dibattito le esperienze sociali ed economiche legate ai territori e alle regioni, anche perché «il gruppo dirigente nazionale ha abbandonato l’impegno sui territori».
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