Madonna dell’Acero tra leggenda e vedute da sogno
Corno alle Scale e Monte Nuda fanno da contorno ad una ciaspolata che sconfina nel Bolognese
La primavera è arrivata ma la neve in Appennino è ancora tanta … ne approfittiamo quindi per proporre un’altra facile escursione per ciaspolatori o scialpinisti. Abbiamo già descritto l’anno scorso un itinerario per salire il monte Nuda Modenese, nella valle del Pelago; oggi andiamo a fare visita all’omonimo monte in territorio bolognese, nei pressi del Corno alle Scale.
Si parte dallo splendido Santuario della Madonna dell’Acero, posto in una bella radura a 1200 metri di quota, nel cuore della Valle del Dardagna. Il nome e la devozione a questo luogo deriva da una leggenda che risale all’anno 1505 e che narra di due pastorelli, di cui uno sordomuto dalla nascita, che erano a pascolare le pecore quando furono colti da una improvvisa bufera di neve sebbene fosse piena estate. I due bambini si rifugiarono sotto uno dei due grandi aceri presenti allora nel piccolo pianoro e, durante l’imperversare del maltempo, apparve loro la Madonna che fece acquistare l’udito e la parola al bambino sordomuto. Da quel momento venne attaccata un’immagine mariana al tronco dell’albero e, nonostante in seguito si tentò più volte di spostarla altrove, essa ritornava miracolosamente sempre al suo luogo originario.
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Il santuario odierno sorse su un precedente tempietto in pietra che era stato costruito per proteggere l’immagine originale della Madonna e l’antico acero situato oggi sotto l’altare maggiore. All’esterno si trova invece l’altro grande acero, gemello di quello dell’apparizione, che oggi purtroppo versa in cattive condizioni a causa di una malattia, ma che fino agli anni ’60 lasciava esterrefatti i visitatori per la sua grandezza e maestosità.
Proprio di fianco al santuario si imbocca la bella forestale che in direzione sud si inoltra nella vallata; la zona è ricca d’acqua ed infatti lungo il sentiero, caratterizzato da leggeri saliscendi, si attraversano numerosi ruscelli. Raggiunto un bivio segnalato, si inizia a salire più decisamente fino a raggiungere il Rifugio Cavone con il suo laghetto. Si prosegue superando in successione due risalti un po’ più ripidi fino a giungere finalmente al termine del bosco: qui ci troviamo di fronte al bellissimo anfiteatro formato dalla scoscesa parete nord del Corno alle Scale che culmina con la Punta Sofia (1939 m) sormontata dalla grande croce metallica alta 15 metri visibile da grande distanza. Le altre due vette del Corno, non visibili da questo versante in quanto poste più a sud, sono la punta principale (1944 m) e la Punta Giorgina (1927 m).
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Questo tratto prende anche il nome di valle del Silenzio e davvero il nome risulta azzeccato vista la tranquillità e l’isolamento di questo percorso. Raggiunta la cresta nei pressi della Sella dei Balzi, a 1697 metri di quota, la si segue ora in direzione nord: il primo tratto è un po’ stretto e disturbato da alcuni piccole macchie di vegetazione, ma ben presto il crinale si allarga e ci permette di raggiungere con facilità la sommità del monte La Nuda a 1827 metri. Il panorama è molto bello: a sud la distesa della pianura emiliana, a ovest la dorsale dei monti della Riva, con il Cimone sullo sfondo, che culmina con il monte Spigolino e, più a sinistra, la zona del Lago Scaffaiolo e il monte Cupolino. Ma indubbiamente lo sguardo risulta rapito soprattutto dalla magnifica cresta nord del Corno alle Scale, denominata “I Balzi dell’Ora” che, da questa angolazione, risulta una splendida montagna dalla classica forma piramidale.
IL SANTUARIO VISITABILE DA MAGGIO A SETTEMBRE
L’itinerario è abbastanza sicuro dal pericolo valanghe, ma è comunque sempre raccomandato avere con sé l’attrezzatura per autosoccorso (ARTVA) nonché ramponi e piccozza in caso di ghiaccio sulla cresta.
Non si incontrano punti di appoggio lungo il percorso tranne alla partenza, vicino al santuario, dove è presente il ristorante Hotel dell’Acero (Tel. 0534 53118).
Durante l’estate (da maggio a settembre) il Santuario è aperto tutto il giorno, mentre in autunno e inverno è possibile visitarlo soltanto di domenica, in occasione delle funzioni religiose.
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