Modena, lo sfogo della proprietaria: «Quello sfratto era atteso da anni»
Il caso della famiglia sfrattata, dopo mesi, da un appartamento di via Giardini, l’odissea della proprietaria: «Ringrazio la polizia» Dure critiche ai servizi sociali e all'atteggiamento tenuto dal Comune di Modena
MODENA. «Si tratta di dichiarazioni false, vendicative e meschine»: a parlare é l'avvocato Francesca Baricchi che ha definito in questo modo le parole di Sanaa, la 39enne sfrattata lo scorso martedí da un appartamento in via Giardini di proprietá dell'avvocato. L'esecuzione dello sfratto ha richiesto l'intervento del reparto mobile che, per introdursi all'interno dell'immobile, ha dovuto spostare con la forza alcuni attivisti dello sportello sociale LaRage che si stavano opponendo alla procedura. «Non so come Sanaa possa sostenere che io abbia ricevuto pagamenti per l'affitto in nero, ho ben tre libretti di matrici di ricevute»
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Tanti i problemi denunciati dalla proprietaria: «Ho ricevuto, in questi anni, innumerevoli lamentele da parte dell'amministrazione condominiale che mi ha ripetutamente segnalato la presenza in quell'appartamento di soggetti sconosciuti che andavano e venivano, rumori, sporcizia, urla e schiamazzi che hanno portato l'intervento della polizia municipale in più occasioni. A mia insaputa addirittura un uomo a me sconosciuto ha trascorso gli arresti domiciliari nel mio appartamento, ospitato dalla signora e non so con quali autorizzazioni». Dopo una lunga trattativa, martedì la polizia è riuscita ad entrare all’interno del monolocale dove la signora Baricchi ha avuto modo di notare come, in realtà, le utenze fossero chiuse e la casa fosse inabitata da tempo: «Inoltre- ha aggiunto l'avvocato- i certificati di residenza in mio possesso indicano che Sanaa e il figlio sono residenti nel Comune di Serramazzoni e non a Modena. Probabilmente la donna subaffittava il mio appartamento».
Parole molto dure anche nei confronti del Comune e dei Servizi sociali: «Il primo non si assume la responsabilità di trovare una soluzione ad un problema relativo alle politiche abitative che a Modena è molto diffuso. Gli assistenti sociali, dal canto loro, non hanno seguito per nulla la donna che non è stata affiancata né aiutata». Definita "strumentale", invece, la presenza del Guernica: «Non è la prima volta che questi ragazzi assumono un atteggiamento del genere in momenti così delicati. Questi giovani dei centri sociali sappiano che saranno denunciati dalla polizia per aver cercato di tutelare il diritto alla casa di questo genere di persona. Una signora che evidentemente sa come muoversi in certi ambienti e non è digiuna alle cronache giudiziarie essendo stata arrestata e condannata nell'anno 2009 a Bologna per traffico di stupefacenti. Altro di cui occuparsi al Guernica non ce l'avevano proprio?». Un ringraziamento, infine, l’avvocato lo riserva alle forze dell’ordine: «La professionalità della polizia è stata incredibile. Non posso fare altro che ringraziare e sentirmi di nuovo cittadina di uno stato di diritto».
Sara Donatelli
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