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Per l’Olympia blitz rapido con la diocesi tempi lunghi

L’ormai lunga vicenda dell’occupazione dell’ex cinema Cavour inizia il 2 dicembre scorso quando alcuni membri del Guernica, a seguito di un corteo, occupano gli spazi di proprietà ecclesiastica a due...

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L’ormai lunga vicenda dell’occupazione dell’ex cinema Cavour inizia il 2 dicembre scorso quando alcuni membri del Guernica, a seguito di un corteo, occupano gli spazi di proprietà ecclesiastica a due passi dall’Accademia militare.

Poche settimane prima gli autonomi erano stati sgomberati dall’ex cinema Olympia di via Malmusi. Sgombero lampo, in poche settimane.

In quel freddo dicembre dunque è toccato al Cavour, la sala che come la chiesa attigua detta del Paradisino è proprietà della diocesi modenese. Questo un tempo era un luogo aggregativo, ma poi la sala cinematografica e d’essai, come tante in centro storico, aveva dovuto chiudere causa gli alti costi di gestione.

A seguito della occupazione, e sostenuto dal sindaco Muzzarelli, è intervenuto poco prima di Natale il “titolare” dello stabile, il vescovo Erio Castellucci.

«Noi siamo disponibile - disse in quella occasione - a incontrare in un tavolo comune tutte le parti in causa per sentire le ragioni. Ovviamente per incontrarci occorre prima terminare l’occupazione dell’ex cinema». Passano alcuni giorni e il procuratore capo Lucia Musti, a un mese dalla occupazione, annuncia che sono state avviate indagini da parte della Digos su chi ha organizzato e gestito l’azione. Sono poi seguite altre polemiche periodiche, ma ancora non si è concluso nulla tanto che a fine gennaio il vescovo è tornato sul caso spiegando che la situazione così proprio non va. Il Guernica ha ribadito che vuole si apra un tavolo sui centri sociali con il Comune. «Non trattiamo con chi occupa - ha detto Gian Carlo Muzzarelli - la proprietà della Curia deve essere riconsegnata alla Curia. Solo se tutto si ripristina si discute». (s.l.)

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