Export in picchiata per le aziende tessili: -31% nel trimestre
Giorgio Benincasa (Cgil): «La situazione è molto complessa» Buoni risultati per biomedicale, chimico e metalmeccanico
Una timida ripresa mondiale che però non basta a garantire quella tanto auspicata riprese che le imprese del distretto di Carpi invocano da tempo. Anzi, si assiste oggi più che mai a una vera e propria trasformazione di uno dei settori che, sul territorio, costituisce la parte del leone. Parola di Giorgio Benincasa, referente Cgil per il distretto di Carpi che commenta i dati relativi all’andamento dei settori economici a livello locale.
«Per quanto riguarda il settore tessile, la ripresa mondiale un po’ si avverte - spiega Benincasa - Qualche mercato inizia a girare. Ma esistono situazioni ancora molto complicate. Come ad esempio, i rapporti con la Russia che, nelle ultime settimane si sono nuovamente inaspriti. Penso, ad esempio, all’espulsione di 100 diplomatici russi dall’Occidente. Fatti che di certo non aiutano l’economia. L’export ha fatto registrare un - 31% in uno degli ultimi trimestri analizzati. Mentre il dato medio parla di un - 6% della stessa voce. A Carpi, comunque, il tessile abbigliamento continua a costituire una delle voci più preponderanti, nonostante la crisi. Non è un caso che, a eccezione della Cmb, la maggior parte delle imprese con fatturati di rilievo appartengano a quel comparto. Come Twin Set, Champion e Liu Jo».
Se per le imprese con un marchio forte i dati continuano ad essere soddisfacenti, tuttavia, c’è una parte del tessile abbigliamento che di certo non gioisce. «La piccola maglieria continua a essere in crisi con una forte riduzione di fatturato - prosegue Benincasa - Anche le medie imprese sono in difficoltà. Il numero di addetti del tessile, poi, non è in crescita. Le ditte che stanno presentando performance migliori non stanno, contemporaneamente, procedendo con le assunzioni se non per qualche unità. Questo, a fronte di tutti i lavoratori che vengono lasciati a casa». A fronte di un settore in crisi, ce ne sono alcuni nel carpigiano, che stanno brillando. Come, ad esempio, il metalmeccanico, quello degli apparecchi meccanici legati all’automotive, il gommaplastico, il biomedicale.
A Carpi, poi, il modello delle cooperative spurie, come quello portato alla luce dal caso Castelfrigo, «è meno rilevante, nonostante questo modello di appalti possa essere potenzialmente diffuso in tutti i settori» continua Benincasa. Particolare attenzione, poi, viene rivolta dalla Cgil al grave problema delle molestie, già sollevato su queste colonne nelle scorse settimane. Spesso, capita, infatti, che in prevalenza lavoratrici diano le dimissioni per le frequenti vessazioni sul posto di lavoro. In particolare nel tessile. «Per noi affrontare questo tema è fondamentale - conclude il sindacalista - Stiamo cercando di organizzare qualcosa con il coinvolgimento di associazioni come Confindustria. Un primo step sarà quello di registrare quanto è diffuso il fenomeno. Poi ci muoveremo con iniziative coinvolgendo le istituzioni perché tutti condividano la necessità di intervenire».
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