Il Comune si tiene stretto il tesoretto di azioni Hera
Pistoni: «Sistemata anche Sgp la nostra situazione finanziaria è sotto controllo» «Venderle? Deciderà la nuova giunta del 2020». Contrarie le opposizioni
«Non venderemo azioni di Hera nel 2018 e 2019. Riteniamo che il Comune non ne abbia bisogno e lasciamo questa possibilità all'amministrazione che verrà».
È la comunicazione che ha dato il sindaco Claudio Pistoni al consiglio comunale l'altra sera, quando è andato in discussione il patto di sindacato fra i Comuni modenesi azionisti di Hera. Per i municipi infatti c'è la possibilità di vendere parte delle azioni e realizzare quindi finanziamenti aggiuntivi al bilancio comunale. Anche il Comune di Sassuolo lo ha fatto in passato, incassando oltre un milione e mezzo di euro utilizzato per opere pubbliche e per abbattimento del monte debiti dell'ente.
Adesso il patto di sindacato consentirebbe di mettere in vendita un'altra tranche del pacchetto azionario, di cui il Comune ha conservato il 75 per cento del monte iniziale.
«Ma non intendiamo utilizzare questa possibilità – ha spiegato Pistoni – per due motivi. Il primo è che la situazione finanziaria del Comune e della patrimoniale Sgp adesso è sotto controllo e non c'è una necessità urgente di intervenire sui conti pubblici. Abbiamo ancora debiti a lungo termine, ma siamo ancora in concordato con Sgp e ci siamo liberati dei 13 milioni di euro richiesti a breve dai fornitori che condizionavano la nostra capacità economica. Il secondo motivo è che quelle azioni ci garantiscono dividendi per 400mila euro, che contribuiscono comunque al bilancio cittadino. Certo, potremmo venderne anche una quota importante e abbattere ancora i debiti oppure comprare qualcosa, fare un grande investimento per la città. È una scelta politica e noi scegliamo di non farlo per il 2018 e 2019, lasciando la possibilità per il 2020 a chi subentrerà nell'amministrazione del Comune».
Diverse le obiezioni, soprattutto da parte delle opposizioni: «Viene considerato l'andamento del titolo Hera, che era quotato a 2,98 e adesso a 2,80, con una perdita sulla carta per il Comune di 600mila euro. E poi perchè vincolare il 75 per cento del pacchetto azionario, quando altri Comuni hanno bloccato una quota ben più bassa, dal 60 al 40 per cento delle azioni?».
«Il titolo ha un suo andamento – ha spiegato Pistoni – che lo ha portato oltre il 3 e anche a 1,5 nel periodo della crisi. Lo seguiamo quotidianamente. La scelta di vincolare le azioni è appunto politica. Vogliamo lasciare un tesoretto a chi amministrerà dopo di noi. Un vincolo che comunque non è eterno, nel 2020 sarà vendibile un altro 25 per cento di azioni».
«Il peccato originale – ha commentato Luca Caselli per i Sassolesi – resta quello di aver svenduto la Sat facendola inglobare da Hera, azienda enorme in cui il nostro peso come azionisti è pari a zero e abbiamo pure le azioni vincolate. Preso atto di questa situazione però perchè non utilizzare i soldi per la città. Il Politeama per esempio, sarebbe ristrutturabile interamente con la sola vendita delle azioni Hera e Sassuolo tornerebbe ad avere un teatro cittadino. Almeno riflettiamoci».
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