Isis, l’attivista voleva vendere viaggi
Elmahdi Halili, il ragazzo italiano di 23 anni di origini marocchine, arrestato dalla Digos in provincia di Torino per “partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico”, stava...
Elmahdi Halili, il ragazzo italiano di 23 anni di origini marocchine, arrestato dalla Digos in provincia di Torino per “partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico”, stava cercando di farsi assumere da una nota agenzia di viaggi, alla quale aveva inoltrato il proprio curriculum. Secondo quanto si apprende, il giovane aveva buone possibilità di essere selezionato. Negli ultimi tempi Halili ha inviato decine di curriculum ad aziende di svariati settori. Il ragazzo, come è emerso durante le indagini, cercava un'indipendenza economica, così da lasciare la famiglia con cui i rapporti si erano ormai deteriorati.
Il caso di Halili ha riguardato anche la nostra città: la Digos modenese infatti, su ordine della procura torinese, ha effettuato perquisizioni e sequestrato materiale informaticoin casa di una famiglia di origini marocchine e che abita in viale Gramsci, si tratta di un padre e di due figlie. Una di queste due ragazze islamiche, da poco maggiorenne, era entrata in contatto su Facebook con questo giovane che viene definito un reclutatore di estremisti religiosi in cerca di possibili jihadisti. Un contatto, una chat, un’amicizia che era contemplata nella lista di amici del profilo di Halili. Gli inquirenti stanno cercando di capire quale sia il livello di questo “contatto, se sua stato cioè un atto di leggerezza tipica di chi frequenta i social e non pensa alle conseguenze di chi contatta ritenendolo un ambiente chiuso e non visibile dall’esterno, oppure una pericolosa curiosità. O se, ancora, se la ragazza cercava davvero un contatto con quell’uomo comunque pericoloso, vistosamente estremista. Queste ipotesi sono scaturite al termine del controllo nella casa di questa famiglia.
Una famiglia di gente all’apparenza innocua e ancora adesso non indagata. In casa loro gli agenti della Digos su delega del magistrato dell’Antiterrorismo di Torino, hanno sequestrato tre cellulari e un computer portatile utilizzato in casa.
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