Potere al Popolo guarda avanti e pensa alle Amministrative
Agire sul proprio territorio. È stato questo il tema principale dell’assemblea di Potere al Popolo che si è tenuta giovedì sera all’interno della sala Giacomo Ulivi. Molte le persone che hanno preso...
Agire sul proprio territorio. È stato questo il tema principale dell’assemblea di Potere al Popolo che si è tenuta giovedì sera all’interno della sala Giacomo Ulivi. Molte le persone che hanno preso la parola durante la serata, tante le riflessioni sul risultato elettorale definito da molti come deludente ma, per certi versi, atteso. Ad introdurre l’assemblea il professor Elio Tavilla che in un lungo intervento ha posto l'accento sul valore che una forza politica nuova, come appunto Potere al Popolo, può dimostrare di avere prima a livello locale e poi a livello nazionale. «Gli elettori durante il voto del 4 marzo hanno dimostrato di essere stanchi della vecchia politica. Sta a noi, adesso, prendere atto di ciò e cogliere questa opportunità-ha dichiarato Tavilla - Il punto di forza di Potere al Popolo deve essere il territorio, la conoscenza delle sue problematiche a partire dalle lotte e dalle grandi vertenze che ci sono state e ci sono tuttora». Il tema del lavoro, infatti, è stato un dei punti dell’assemblea durante la quale hanno preso parola anche Artan e Martin, due degli ex soci lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo e protagonisti di una vertenza iniziata lo scorso 17 ottobre e non ancora conclusa. Sono stati proprio i due lavoratori a spendere parole durissime sia nei confronti della classe politica, locale e non, che nei confronti dei sindacati. «Prima delle elezioni il nostro piazzale era sempre pieno di gente che veniva ad ascoltare la nostra vicenda, promettendoci un aiuto. Oggi, passato il 4 marzo, non si vede più nessuno. Siamo stati abbandonati per l'ennesima volta - ha raccontato Martin, il quale ha inoltre posto in luce il problema delle ricollocazioni dei lavoratori licenziati, prevista dall'accordo stipulato in regione il 29 dicembre - È tutto fermo, pochissimi di noi hanno trovato lavoro e, ogni volta, ci vengono proposti contratti di pochi giorni».
Ancora più dure le parole di Artan, altro lavoratore licenziato dalla Castelfrigo, il quale non ha esitato a criticare la Flai Cgil, il sindacato che ha seguito tutta la vertenza: «Sono spariti tutti, a volte abbiamo la sensazione di essere stati usati in vista delle elezioni. Noi abbiamo percorso una strada, ci siamo fidati, abbiamo sbagliato». L'assemblea è poi proseguita con altri interventi che, però, non hanno riguardato le elezioni comunali previste per il prossimo anno, ma si sono basati su riflessioni relative all'identità di Potere al Popolo e alle realtà presenti al suo interno.
Sara Donatelli
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