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Severgnini e il paese visto dal treno

Severgnini e il paese visto dal treno

Lo scorrere del tempo, dei paesaggi, di parole, scambiate per noia o educazione, di fianco al finestrino di un treno, sono esperienze comuni che rendono affascinante il viaggio su questo antico mezzo...

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Lo scorrere del tempo, dei paesaggi, di parole, scambiate per noia o educazione, di fianco al finestrino di un treno, sono esperienze comuni che rendono affascinante il viaggio su questo antico mezzo di trasporto, sia per chi lo utilizza per raggiungere il posto di lavoro, sia per coloro che decidono di affrontare una vacanza alloggiando in cabina . In occasione del quarto incontro con la rassegna culturale “Crogiolo eventi”, promossa da Marazzi Group in collaborazione con il Comune, per il pubblico è stato possibile viaggiare da una stazione emotiva all’altra, guidati dalle parole del giornalista Beppe Severgnini. «I treni parlano, raccontano, inventano storie e dialoghi, parlare di treni significa parlare dei paesi in cui viaggiano - ha affermato il direttore di Sette - I treni sono un modo per pensare: qualche volta ho il sospetto che il vero panorama che ci interessa, quando facciamo un bel viaggio in treno, sia il panorama dentro noi stessi». E così è iniziato lo spettacolo: “La lingua misteriosa dei binari”, un viaggio, che attraversando otto stazioni, da quella dell’attesa a quella dedicata al mistero, ha fatto riemergere ricordi ed emozioni collettive. Il treno infatti, nel corso degli anni è stato protagonista inconsapevole di canzoni popolari e ha saputo viaggiare attraverso le pagine di grandi scrittori italiani, ispirandoli, o accompagnandoli in giro per il mondo alla ricerca di verità e notizie. Per questa ragione canzoni come “Azzurro” di Celentano e “incontro”di Guccini sono state interpretate da Simona Baldanza e Alessandro Collina, e hanno intervallato la lettura di alcune celebri opere letterarie di Calvino, Vittorini e Buzzati prima che Severgnini, da buon viaggiatore, raccontasse al pubblico alcuni divertenti aneddoti sulla sua vita. (davide vanni)



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