Shaboo, a Modena è un'invasione devastante
Piace ai giovani, è spacciata dai pusher in tutti i luoghi abituali, il costo viene ammortizzato perché ne basta una briciola
MODENA. Devastante. Ci sono forse tanti modi per descriverla ma questo ne fornisce un quadro completo perché evidenzia tutta la sua pericolosità. È una droga che viene da molto lontano e che ora circola tra le solite droghe e nei soliti luoghi e che sta andando per la maggiore tra i ragazzi. Si tratta dello shaboo, così come viene chiamata in gergo questa metanfetamina, creata in laboratorio e che, come tute le droghe sintetiche, costa poco produrla una volta attrezzato un laboratorio ed evita il solito traffico di import-export dai paesi di produzione come avviene per le altre droghe.
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Come seguendo una via della seta, anche se non c’è certo nulla di affascinante, lo Shaboo è chiamata anche la droga dei filippini perché nasce proprio nelle Filippine: potentissima con effetti dieci, venti volte quelli della cocaina, ha iniziato a seguire i filippini anche in Europa e l’Italia non poteva fare eccezione. Così come Modena, dove non manca nulla sotto questo aspetto. Le prime apparizioni risalgono ad otto, nove anni fa, quando le cronache iniziarono a raccontare di questa droga dei filippini e dei primi arresti effettuati in città con persone di etnie non usuali a quelle che comunemente hanno a che fare con gli affari di droga: dapprima qualche iraniano poi sempre filippini che l’avevano in casa, sorpresi dopo blitz di polizia e carabinieri che vedevano strani giri. Poi iniziarono ad essere intercettati i corrieri e questo stava a significare che, contemporaneamente, il mercato si stava via via polverizzando, che lo shaboo stava sempre più diventando un business al pari della triplice eroina, cocaina e marijuana. Ora è facile che finisca nelle tasche dei nostri ragazzi che poi scaldano il cristallo e con particolari tecniche inalano il vapore dello shaboo. Facile perché, come si diceva, il mercato di questa droga non è più di nicchia, ma si sta diffondendo perché è nelle strade in modo capillare. Coloro che la spacciano ora, da qualche anno a questa parte, sono gli stessi che gestiscono lo spaccio delle altre sostanze. Se prima nei soliti luoghi, per tutti gli altri basta indicare il Novi Sad e il parco XXII Aprile, quelli che spacciavano erano perlopiù persone maghrebine, ora a gestire le vendite al dettaglio sono esclusivamente spacciatori di nazionalità nigeriana, con una piccola percentuale di ghanesi, più specializzati questi nella marijuana. Una droga potente, diffusa dunque anche in viale Crispi, ai Ducali, lungo i viali nel parco.
Al ragazzino che si avvicina e che compra solitamente la marijuana e che cerca anche un po’ di cocaina per un fine settimana da sballo, ora questi venditori, che fanno il loro mestiere , propongono lo shaboo. Un tempo costava una follia, 3-400 euro al grammo, ora si trova al massimo a 100 euro al grammo. Il prezzo è esorbitante per un giovanissimo? No, basta fare una colletta, essere in un gruppo perché per avere un effetto cocaina, che dura però oltre 24 ore se non 48 ore, ne basta un quantitativo infinitesimale, uno zero virgola di grammo per intenderci. E poi c’è tutto il rituale, quello di una apposita pipetta per ricreare una inalazione tipo narghilé, una situazione che può affascinare. Inoltre inalare una droga viene considerato in chi lo fa come un atto non “forte”, non come una iniezione, come il cosiddetto “buco”. Ma questa droga dà dipendenza sia mentale che fisica e in tempi brevissimi. Basta navigare in rete e c’è tutta una antologia a proposito. Le forze dell’ordine si sono rese conto di questa ondata a forza di arresti e denunce e lanciano loro stesse un allarme.
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