Guglielmo, l’onorevole leghista di Mirandola che al ritorno da Roma sale sul trattore
Golinelli, ha trent’anni, una laurea e da una settimana è stato catapultato in Parlamento «Ma appena torno tuta e lavoro tra meloni e maiali nell’azienda di famiglia uscita dal terremoto»
MIRANDOLA. Quando è sceso dal treno a Cividale, un tiro di schioppo da casa, è buio. Giacca e cravatta. Un uomo che lo ha visto crescere lo riconosce e gli fa: “Ciao Guglielmo, onorevole Guglielmo scusa...”. Un sorriso. «Macchè onorevole! Domattina son già sul trattore... Mica dimentico le mie radici».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16659751:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16659751:1650054528/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’onorevole Guglielmo Golinelli ha trent’anni. Una laurea in tecnologia produzione animale e poi specializzazione in economia agraria alla Cattolica di Cremona, tre amori, la fidanzata Maria Paola, la campagna tramandata dai genitori e i tre fratelli e la politica. «Ho iniziato ad appassionarmi una decina di anni fa perché credo che l’Italia sia il paese più bello del mondo e sia tempo che i giovani facciano qualcosa per il loro paese. È ora di cambiarla quest’Italia. E io nel mio piccolo voglio provarci, riconoscendo a questa terra, alla mia gente emiliana, indistintamente da come la pensano, una voglia di fare, un coraggio, una intraprendenza che può trascinare tutto il Paese».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.16659776:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2018/04/01/fotogalleria/mirandola-nell-azienda-dell-onorevole-sul-trattore-1.16659776]]
Onorevole della Lega dal modello più che padano... emiliano, verrebbe da dire. Dieci ore fa era sul treno che arrivava da Roma per la sua prima settimana da Onorevole Golinelli. Giacca e cravatta, il Parlamento, Roma, sono già un altro mondo. Adesso Guiglielmo salta su e giù dal potente John Deere con la tuta da lavoro che richiama l’azienda agricola che fu del bisnonno Attilo e del nonno Ruggero e ora è guidata da papà Giulio e dal vero capo famiglia.. mamma Gloria.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16659756:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2018/04/01/news/la-falconiera-cosi-e-rinata-la-corte-che-risale-ai-pico-di-mirandola-1.16659756]]
Due mondi opposti e una vita che per lui da una settimana si sdoppia. Dal lunedì al venerdì a Roma e quando torna di nuovo sul trattore e a seguire la programmazione e gestione dell’azienda “Falconiera” in cui lavora con i fratelli Giacomo, Gilberto (fresco di laurea in veterinaria) e Gregorio. Famiglia patriarcale quella dei Golinelli, con radici ben piantate per terra e sguardo proiettato ogni alba al futuro che verrà passando per un terremoto che la “Falconiera”, nelle terre di Quarantoli, un giorno tenuta dei Pico e una delle poche corti padane rimaste tale e quale nel corso dei secoli, era stata messa in ginocchio. «In ginocchio ma a costo di sacrifici e debiti ci siamo rialzati grazie alla forza dei miei genitori e di tutta la famiglia - ricorda l’onorevole - Questa forza voglio portare a Roma. La stessa forza della gente della Bassa e emiliana. Ci sono state notti in cui io e i miei fratelli facevamo a turno per dormire nelle stalle e nei depositi attrezzi per evitare i raid dei ladri, che pure sono riusciti a portarci via quattro trattori... Se abbiamo vinto, se sono stato eletto è perché da dieci anni battiamo e batto porta a porta per parlare di sicurezza, di lavoro, di disoccupazione per i giovani che, da Nord a Sud, viaggia a doppia cifra... Immigrazione? Di sicuro va regolata e l’Europa deve rimboccarsi le maniche. Non spendere solo parole».
Della sua elezione ha saputo due sere dopo il voto con una telefonata a mezzanotte dal segretario regionale del Carroccio, Gianluca Vinci. Il cellulare che suona e una voce: “Guglielmo, onorevole Guglielmo? Sei stato eletto!”.
Il primo pensiero è andato a mamma Gloria svegliata con uno squillo e che poi con papà Giulio ha messo sotto sopra la notte di tutti gli altri fratelli.
La prima tessera della Lega di Golinelli porta la firma di Mauro Manfredini, indimenticato consigliere regionale leghista modenese. Quello che ha fatto la Lega sotto la Ghirlandina. Era il 2008.
L’anno dopo entra in consiglio comunale a Mirandola e nel 2014 Golinelli si candida a sindaco. Operazione fallita, come nei pronostici perchè a Mirandola il Pd è ancora troppo forte. «Due anni fa decisi di lasciare il consiglio comunale - ricorda Golinelli - ma lo stesso anno Confagricoltura mi ha proposto di fare parte del Tavolo Tecnico per il Mercato delle Carni a Bruxelles e ho accettato. Un impegno non troppo gravoso ma per portare avanti gli interessi degli agricoltori italiani...».
Scorrono sul cellulare messaggi di agricoltori che gli sollevano i problemi della categoria. Nord e Sud sono uguali sullo smart del deputato. Che lo scorso anno diventa coordinatore giovanile della Lega in Emilia. Si arriva alla recenti elezioni politiche: è terzo in lista nel Collegio proporzionale Modena-Ferrara per la Camera.
Che qualcosa potesse accadere, l’onorevole sul trattore lo aveva però capito già qualche settimana prima: «Battevamo le piazze, assemblee su assemblee con le associazioni, le imprese. Quanti aperitivi a parlare con la gente nei bar.. ho perso il conto - scherza Guglielmo - E sa cosa ho notato in quelle settimane? L’assenza del Pd. Mai successo. Eppure lo stare tra la gente era il loro cavallo di battaglia... Lì, con le piazze piene, abbiamo capito che qualcosa stava accadendo». Boom del Carroccio, la Tommasi seconda nella lista che batte l’ex ministro Franceschini nel suo feudo estense e Golinelli che diventa automaticamente la prima scelta nella eventuale ripartizione dei voti. Che, puntuale, accade. Onorevole leghista ma con sangue emiliano e riconoscenza in chi negli anni del terremoto ha saputo ricostruire. «Quel che è stato fatto in Emilia resta ed è evidente nei fatti. Porterò il modello della ricostruzione emiliana in Parlamento. Migliorandolo se possibile. L’Italia non può arrivare ad ogni tragedia senza una Legge Quadro nazionale sull’emergenze. Sulle calamità. Eppoi c’è tanto da fare per difendere il made in Italy. Entrerò nella Commissione Agricoltura e una delle prime cose su cui voglio dare battaglia è una legge seria sull’etichettatura dei prodotti, che riconosca quelli italiani. Quelli veri. E c’è da ragionare sull’Imu per le società agricole, che non sono equiparate alle altre attività agricole. Non è giusto...».
“Guglielmo! C’è da controllare le piantine dei meloni per le serre....! Dai che siamo in ritardo, mica abbiamo i tempi romani qui, lo sai”, tuona scherzando papà Giulio. Un balzo sul trattore e l’onorevole Guglielmo saluta. La “Falconiera” non può attendere. E il treno per Roma di martedì chi lo prende se il lavoro nelle terre di Quarantoli non va avanti...?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
