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Defibrillatore “Peravallo” e il ricordo di Pepo

Defibrillatore “Peravallo” e il ricordo di Pepo

Pavullo. Cerimonia a Verica per il sistema salvavita e la targa al barista: «Dedichiamogli la piazza»

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PAVULLO . Momenti toccanti ieri mattina davanti al Bar Piccioli di Verica per la presentazione alla comunità del defibrillatore donato (tramite feste e raccolte fondi) dalla Confraternita del Peravallo. Ovvero, il gruppo semiserio (strutturato anche con cinque “Gran Peravalli” e un “ambasciatore” a Boston) balzato alle cronache l’estate scorsa per il blitz con cui aveva intitolato la piazza principale del paese, quella davanti al bar appunto, al “Peravallo”, la qualità di pera piuttosto dura diventata da queste parti sinonimo per indicare uno un po’ testone. La cosa sfumò, ma è stato posto ugualmente a parete un Peravallo gigante in resina a emblema verichese. Proprio sotto è stato istallato il defibrillatore, benedetto da don Luciano e inaugurato alla presenza del sindaco Luciano Biolchini, del presidente del Consiglio Gian Paolo Cintori e del consigliere Aroldo Corsini.

«Da oggi essere un Peravallo vuol dire essere qualcuno che ci tiene a fare del bene» ha sottolineato il “Giamberlano” Valter Tagliazucchi quale presidente della Confraternita, che ha portato dieci delle sue colombe per far festa.

Nell’occasione è stata inaugurata anche la targa voluta dai ragazzi di Verica in ricordo di Pepo, l’indimenticabile barista Amedeo Piccioli scomparso il 21 marzo a 74 anni. A scoprirla proprio loro, i ragazzi cresciuti con Pepo, quelli che lui chiamava affettuosamente “cornacchie”, che gli hanno scritto: “Sei stato il motivo dei nostri sorrisi e il rifugio dei nostri giorni. Ci hai insegnato l’appartenenza e la gioia di sentirsi a casa. Non ti dimenticheremo mai”. Lo ha ricordato commosso Marco Matteo detto “Peter”, originario di Milano ma diventato verichese doc proprio tramite Pepo. E lo stesso Tagliazucchi, che ha fatto una sentita richiesta: «Adesso, su serio, vorremmo che questa piazza diventasse Piazza Pepo - ha sottolineato - in memoria del nostro più grande cittadino, perché nessuno come lui ha coniugato goliardia, bontà, sorrisi e forza di volontà. Se n’è andato il primo giorno di primavera, e non a caso. Lui per Verica, e soprattutto per i giovani, ha fatto ciò che la primavera fa per i ciliegi. E vorremo che questo rimanesse per sempre lo spirito del nostro paese». Biolchini ha chiesto un applauso per Pepo, parlando di «una figura indelebile per tutta la nostra comunità» e assicurando che valuterà la cosa. (d.m.)

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