Rifiuti, a Modena si paga sempre doppio
Costo di 20 euro al metro per ristoranti e pizzerie contro una media di 10,83. Supermercati, 11 euro contro i 24 dei verdurai
Perchè la tassa rifiuti per ristoranti, pizzerie e birrerie di Modena deve costare il doppio della media della provincia? Perchè all’ombra della Ghirlandina quello che finisce nella pattumiera di questi locali viene fatto pagare 20 euro al metro quadrato contro gli 11 euro di Pavullo, i 5 euro di Zocca?
È questa la domanda più dirompente che emerge da una breve analisi dell’ufficio studi della Confcommercio su un’analisi comparata della Tari.
L’applicazione della tassa rifiuti in provincia viene approfondita, in buona sostanza, oltre che per il capoluogo anche per i Comuni più importanti e quelli turistici, trovando differenze abissali tra un territorio e l’altro anche se i rifiuti sono gli stessi così come l’azienda che effettua il servizio. Nel dettaglio le aliquote messe sotto la lente d’ingrandimento sono Sassuolo, Vignola, Maranello, Pavullo, Mirandola, Zocca oltre che Modena. La tesi che viene lasciata sotto traccia è che i Comuni, alla perenne ricerca di fondi, usino la tariffa dei rifiuti come la vecchia tassa, un pozzo da cui attingere le entrate per fa quadrare i bilanci.
Quattro le categorie degli esercizi presi in esame. La prima comprende quelli con i servizi di ristorazione veri e propri (ristoranti, pizzerie e birrerie), la seconda comprende bar, caffetterie e pasticcerie, la terza con supermercati, macellerie e negozi alimentari, mentre l’ultima comprende ortofrutta, pescherie, pizze al taglio e rivendita di fiori e piante. Bene, per ristoranti e simili a Modena si pagano 20,74 euro per metro quadrato, 11 a Pavullo, 16 a Mirandola, 15 a Sassuolo e a Zocca 5,72. E tutto questo a confronto di una media provinciale di 10,83 euro e di 17,84 a livello regionale.
Per bar e affini sempre Modena applica una tariffa di 19.90 euro al metro, contro poco più di 10 a Vignola e Pavullo. Per ortofrutta, pescherie e pizzerie al taglio Modena riesce a rincarare ancora la tariffa: 24, 12 euro al metro insieme a Maranello (24,56 euro), contro gli 11,84 a Pavullo. Per questa categoria però anche Mirandola e Sassuolo hanno la mano pesante: con una tariffa, rispettivamente, di 20,94 euro e 17,61 euro, sempre al metro.
Particolarmente istruttivo poi il caso delle aliquote per i supermercati. Anche se la madre di tutte le tariffe è contenuta nei coefficienti di base della legge - quadro del 1997, oggi ipermercati e grande distribuzione pagano, come macellai e alimentaristi, 11 euro al metro a Sassuolo e Maranello, 9,58 a Modena, attorno a 7 gli altri Comuni, con l’eccezione di Zocca, ancora più economica. Possibile quindi che il verduraio, il piccolo negozio, paghi a Modena oltre 24 euro al metro contro i 10 dell’ ipermercato?
«Le differenze hanno un andamento inspiegabile - commenta il direttore Confcommercio Massimo Gandolfi - Lo abbiamo più volte rimarcato in questi anni come associazione; almento alcuni comuni hanno congelato la tariffa per il 2018. La Tari è un fardello proprio come a Modena, dove si sta lavorando per aumentare la competitività delle imprese attive nel turismo».
Un caso esemplare da questo punto di vista è il Comune di Fiorano dove da quattro anni, ogni anno, l’ammnistrazione comunale ha impugnato davanti al Tar le tariffe varate da Atersir, l’agenzia regionale che coordina le aliquote sui rifiuti. La giunta infatti ha contestato il meccanismo della sovracopertura dei costi, quando è riuscito ad avere i rendiconti effettivi da Hera. Di qui un baccio di ferro sistematico che ha portato, un anno dopo l’altro, a far abbassare la bolletta che ogni anno Fiorano deve pagare a Hera, da 4 milioni a 3 in quattro anni. Tra i mancati aumenti e i risparmi effettivi la differenza è di 2 milioni. All’anno.
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