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«Centri di vicinato in crisi, superare lo Sblocca Modena»

«Centri di vicinato in crisi, superare lo Sblocca Modena»

Superare lo Sblocca Modena. A ipotizzarlo, dopo la nostra inchiesta condotta insieme a Confesercenti sullo stato di salute dei centri di vicinato cittadini, è il gruppo consiliare del Movimento 5...

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Superare lo Sblocca Modena. A ipotizzarlo, dopo la nostra inchiesta condotta insieme a Confesercenti sullo stato di salute dei centri di vicinato cittadini, è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che punta il dito contro il provvedimento voluto dal sindaco Muzzarelli e contro la raffica di aperture di supermercati che sta mettendo in crisi il piccolo commercio di quartiere.

«Il 18 dicembre 2014 - spiega il Movimento - a Modena, a seguito dello Sblocca Italia, che ha portato a semplificare una serie di azioni eliminando il controllo su diverse attività imprenditoriali, è stato deliberato dal Consiglio lo Sblocca Modena, che ha seguito perfettamente la linea nazionale. Il meccanismo ha rivelato sin da subito uno squilibrio, in quanto di fatto semplifica i percorsi per l’installazione di presidi commerciali di medio-grandi dimensioni».

Osservazioni che i pentastellati fecero già allora, in aula, e che oggi «risuonano nella loro concretezza attraverso l’allarme lanciato da Confesercenti, che non possiamo che condividere. Lo Sblocca Modena è diventato lo slogan di quella cosiddetta sinistra che si accontenta di risposte molto immediate ma non è in grado di dare alla città strategia e visione futura. Molte volte sentiamo ripetere da questa amministrazione che bisogna tenere alto lo sguardo, ma poi nel concreto si continua a ragionare intorno a tanti ombelichi».

Secondo il Movimento 5 Stelle, dunque, «la rete di sicurezza del nostro territorio che negli anni 90, all’interno delle mura, creava una sinergia tra medio e piccolo commercio, oggi è saltata, mettendo a rischio un equilibrio che garantiva lavoro, presidio del territorio e un sistema sociale orientato alla persona e al progetto di vita. Oggi si lavora sui grandi numeri e su un modello del commercio dove il piccolo deve provare a sopravvivere al più grosso, e spesso non è nelle condizioni di farlo».

Il gruppo a Cinque stelle fa quindi notare che il compito dell’amministrazione è quello «di sostenere una strategia che rimetta al centro il bene della cittadinanza: il bene sociale parte anche da questo, e le scelte semplici non esistono. Nel nostro piccolo - ricordano i pentastellati - abbiamo provato a seguire un’idea che l’assessore Vandelli aveva proposto, facendo un emendamento al bilancio del 2018 in cui chiedevamo di investire una piccola cifra per percorsi di formazione che accompagnassero i piccoli commercianti verso una specializzazione che li avrebbe aiutati a muoversi nel nuovo scenario. Purtroppo l’amministrazione l’ha letta come una “marchetta” verso il settore commerciale, e quindi l’ha negata a noi, ma permetteteci di dire che l’ha negata a tutti gli operatori. Comunque non è stata proposta alcuna alternativa alla nostra iniziativa - conclude il M5s - quindi comprendiamo le richieste di Confesercenti e siamo pronti a inaugurare un iter di dialogo che possa superare lo Sblocca Modena e delineare una reale strategia per il futuro della nostra città».

Luca Gardinale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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