Carpi, la storia. «Cambio sesso e ora potrò operarmi»
Alessia e Roberta nascono maschi, pur sentendosi femmine da sempre: «Adesso finalmente diventeremo donne»
CARPI. Stanno intraprendendo un percorso difficile ma pieno di consapevolezza. Pieno di quella volontà, coltivata prima nel proprio inconscio e affiorata in modo sempre più evidente negli anni, di sentirsi in pace con se stesse. Nonostate questo implichi fare una scelta radicale. Roberta “Fellon” F. e Alessia Basta hanno rispettivamente 48 e 21 anni. Ieri mattina, in Tribunale a Modena per le due si è tenuta un’udienza decisiva. L’udienza, infatti, è stata una tappa fondamentale dell’iter che le porterà a cambiare sesso. Davanti al giudice, con l’assistenza legale per entrambe dell’avvocato Cathy La Torre, si è parlato, dunque, delle operazioni necessarie per questo e per il cambio anagrafico dei documenti.
«Io mi sottoporrò agli interventi all’estero, perché non posso aspettare anni: ne ho quasi 48 e non voglio perdere tempo prezioso - racconta Roberta, che fino a qualche anno fa si chiamava Roberto e di professione lavora nell’ambito delle discoteche come ballerina e animatrice. Entro la fine del 2019 conto di avere finito il mio percorso. Sono nata e ho vissuto a Carpi. Ho sempre saputo di essere una donna. Ho sempre sentito questo. Anni fa, però, c’erano molti pregiudizi da sfatare. Non c’era conoscenza in questo campo. Poi, improvvisamente, a 40 anni ho deciso di pensare a me stessa. L’età è stata la scintilla che mi ha aiutata a prendere la decisione. Da piccola non pensavo all’età che avanza. Poi un giorno mi sono detta: “Devo essere me stessa”. Con i miei genitori non è stato facile. Mio padre è venuto a mancare l’anno scorso: tollerava il mio cambiamento. E anche mia madre la tollera. Inizialmente ho deciso di diventare trans, poi, di diventare donna. Per i miei amici d’infanzia è stata una scelta che non è piombata all’improvviso. Loro lo hanno sempre saputo e in discoteca mi sono sempre vestita da donna.
Lo scoglio più grosso è stato proprio dirlo ai miei. Poi, da quel momento ho iniziato ad assumere sembianze femminili con l’operazione al naso, al pomo d’adamo, al seno e il laser per togliere la barba. Ho sentito che incarnavo sempre più i panni che avrei voluto rivestire dal principio. E per inseguire me stessa sono andata via da Carpi: lì vivevo nella finzione una vita che non mi apparteneva. Ora voglio dare l’esempio per aiutare chi si trova nella mia stessa situazione a vincere la paura. Oggi non ci sono più i pregiudizi di una volta e ci sono tutte le opportunità per affrontare questi cambiamenti» conclude Roberta.
Altrettanto felice e convinta della sua scelta è Alessia Basta, parrucchiera, che sta prendendo ormoni da un anno e cinque mesi.
«Mi sono sempre sentita donna fin da piccola e, con il passare degli anni, la condizione di maschio era diventata sempre più oppressiva - racconta Alessia, che vive a Modena e prima di affrontare il cambio di sesso si chiamava Alex - Andare al mare in estate era un trauma. I miei genitori hanno sempre sospettato che intendessi fare questa scelta. A 15 anni mi sono dichiarata come omosessuale. Poi mi sono resa conto che non si trattava di quello. È stato difficile accettarlo: a un certo punto della mia vita ho provato tristezza, disagio, mi sentivo come dentro un tunnel. Da cui adesso sono riuscita a evadere, conquistando me stessa e la mia libertà. In udienza si è parlato delle liste d’attesa per gli interventi e del cambio anagrafico dei documenti. Io dovrà affrontare la mastoplastica e la vaginoplastica - conclude Alessia che in giugno compirà 22 anni - Solitamente, la lista d’attesa per queste operazioni va dall’anno e mezzo ai due».
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