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Il 75% dei tumori al seno guarito dalla “Breast Unit”

Il 75% dei tumori al seno guarito dalla “Breast Unit”

Il centro del Ramazzini è stato inserito nella rete regionale dei centri di Senologia Artioli, direttore di Oncologia: «La sopravvivenza dopo cinque anni è del 95%» 

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Dal 2007, 3mila donne sono state curate, il 70% delle quali sono guarite, mentre l’85% sono sopravvissute oltre i cinque anni dalla fine della terapia. Questi alcuni dati di quel fiore all’occhiello del Ramazzini che è la Breast Unit le cui caratteristiche sono stati illustrate con il team al completo alla sala delle vedute di Palazzo Pio ieri mattina. Composta da una ventina di operatori e istituita, appunto, nel 2007, la Breast Unit è un centro di Senologia dove la donna viene presa per mano per affrontare il carcinoma mammario. Ogni paziente è seguita da un team di specialisti dedicati che si prendono cura sia dei bisogni fisici sia psicologici della paziente. Uno dei vantaggi è che la donna, così, non deve ricercare diversi professionisti ma trova tutto il necessario nella Breast Unit: aspetto, questo, che non è affatto s contato. E anche per questo il centro di Senologia di Carpi è preso a modello anche fuori regione. Attraverso il percorso di screening, ovvero le indagini per scoprire una malattia, o la diagnostica urgente avviene tutto all’interno del centro multidisciplinare dove la paziente troverà: radiologo, patologo, chirurgo, radioterapista, ma anche, tra gli altri, medico nucleare, chirurgo plastico, fisiatra , genetista, psico-oncologoc, palliativista, data manager, nutrizionista con il case manager che guida l’assistenza globale con la connessione fra le varie fasi. Alla Breast Unit di Carpi collabora anche il personale dell’ospedale di Mirandola. Da non dimenticare inoltre la forte rete di volontariato messa in moto da Amo.

«La Breast Unit oggi viene inserita nella rete regionale dei centri di Senologia, su 12 centri gli unici non capoluoghi di provincia sono Imola e Carpi (in provincia sono due, l’altro è al Policlinico, ndr) - ha affermato il sindaco Alberto Bellelli - Questo dimostra una vocazione territoriale, ribadita anche in sede di unificazione tra Policlinico e Baggiovara, che merita di essere tutelata e promossa».

La responsabile della Breast Unit, Maria Grazia Lazzaretti, ha sottolineato che il «trattamento multidisciplinare migliora la sopravvivenza del 18%. Ogni obiettivo raggiunto ce ne fa porre altri: come ridurre i tempi del percorso, o elaborare un cammino per quella fetta di popolazione (40% nel 2017) che riceve una diagnosi del tumore alla mammella in età avanzata».

Il dottor Fabrizio Artioli, direttore dell’unità operativa di Oncologia ha ricordato varie tappe, dal 1999 al 2007 e poi al 2010 del percorso che ha portato all’idea e poi al potenziamento della Breast Unit. «Tra le priorità c’è il curare i malati il più possibile vicino al proprio domicilio - evidenzia Artioli - In questo rientra il progetto di portare Oncologia dentro la Casa della salute. Oggi guariamo circa il 75% delle donne con tumore al seno. La provincia di Modena ha una sopravvivenza a cinque anni che si avvicina al 95%.

Dopo l’intervento di Laura Del Campo (della Federazione delle associazioni di volontariato in Oncologia, il direttore generale dell’Ausl, Massimo Annichiarico, ha sottolineato come il riconoscimento ottenuto dalla Breast Unit «identifica il modello di funzionamento con cui le attività oncologiche dovrebbero essere sempre condotte. Il risultato positivo non dipende solo dall’intercettare il singolo intervento delle singole specialità, ma dalla capacità di un sistema di portare tutti questi elementi a valore».

Serena Arbizzi
 

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