Lama e Montecreto, prove di fusione
Canovi e Bonucchi: «Cerchiamo soluzioni alle crisi di bilancio e servizi, ma senza l’appoggio della gente non si fa nulla»
LAMA MOCOGNO. Un Comune unico tra Lama Mocogno e Montecreto. Irrompe nel panorama provinciale modenese il primo progetto di fusione tra due realtà amministrative diverse, e lo fa in Appennino tra due paesi confinanti di 2.700 abitanti da una parte e 930 dall’altra. A febbraio, entrambi hanno dato il via libera in Consiglio comunale a uno studio di fattibilità per capire se il progetto può andare in porto e con quali costi e benefici. La bozza dell’elaborato è già pronta e stasera il sindaco di Lama Fabio Canovi sarà il primo a illustrare ai cittadini il quadro che ne emerge partendo dalle frazioni: La Santona, nello specifico, dove ci si ritrova alle 20.30 all’Albergo Conca d’oro. Venerdì sarà la volta di Sassostorno e lunedì di Pianorso, poi via via le altre borgate e ovviamente il capoluogo. E così dalla prossima settimana sarà in quel di Montecreto.
Perché il percorso vuole essere massimamente partecipativo: non c’è nulla di deciso, lo studio è uno strumento di lavoro e si andrà avanti solo con l’appoggio della gente e soprattutto il vaglio di un referendum.
«Invece di lamentarsi e basta, le amministrazioni fanno al territorio una proposta per risolvere problemi che sono gravi - nota il sindaco di Montecreto Leandro Bonucchi - I piccoli Comuni non ce la fanno più: tra pareggio di bilancio, vincoli di indebitamento, blocco di assunzioni e via dicendo. Io a Montecreto ho sette dipendenti, di cui due che vanno in pensione quest’anno e che non posso sostituire ora. Si prospetta una paralisi: il prossimo anno non riusciremo più a gestire internamente neanche lo scuolabus. Dovremo appaltarlo ma non ci sono soldi per farlo, perché con un milione l’anno di entrate tributarie facciamo fatica a coprire le spese ordinarie. Metà del bilancio corrente è solo per gli stipendi, siamo alla frutta. Ci stiamo giocando i servizi fondamentali: è chiaro che così non c’è futuro per Montecreto, ma solo un vivere alla giornata. Per questo abbiamo promosso lo studio».
Ma con un distinguo importante: «I dipendenti comunali sono favorevoli, ma non si fa nulla se non c’è l’appoggio della gente e delle associazioni - rimarca Bonucchi - Se troviamo apertura acceleriamo, se il riscontro è negativo ci fermiamo. Il cambiamento può spaventare, lo capisco, ma è il mondo che è cambiato e un’amministrazione seria cerca soluzioni nuove».
«Fusione significa sblocco delle assunzioni, arrivo di risorse importanti e soprattutto razionalizzazione e implementazione dei servizi, unendo il personale - rilancia Canovi - non portiamo via niente ai cittadini, cerchiamo solo la via d’uscita in un quadro che ha portato i piccoli Comuni alla canna del gas. Quello che stiamo facendo però è solo un sondaggio per capire che aria tira, sulla base di uno studio che delinea pro e contro: senza un appoggio convinto dei cittadini, non si fa nulla. Se l’idea invece piace, presentiamo istanza alla Regione e poi andiamo a referendum, che deve comunque passare in entrambi i Comuni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
