Nonantolano rapito e liberato in Africa
Enrico Manfredini, 61 anni, era con altri 11 turisti: «Stiamo tutti bene». I separatisti li hanno lasciati andare dopo 6 ore
NONANTOLA. Un sequestro lampo, solo 6 ore, dai contorni ancora incerti, avvenuto nel giorno di Pasquetta. L’unica sicurezza è il lieto fine per il gruppo di 12 turisti europei, 7 svizzeri e 5 italiani, che dopo essere stati presi in ostaggio da un gruppo separatista nel Camerun occidentale, hanno riavuto la libertà. Tra questi anche un nonantolano, Enrico Manfredini, 61 anni, ex insegnante di geografia che dal 1998 ha dedicato la sua vita all’organizzazione di viaggi in tutto il mondo, ma in particolare in Africa. Assieme agli altri italiani (Andrea Calderato, Andrea Miliardi, Claudio Diego Pontremoli e Gianfranco Brini) e i sette svizzeri erano partiti il 24 marzo per un giro organizzato dal tour operator ticinese “African Adventures” che dal Burkina Faso sarebbe arrivato in Ciad.
Poco chiara la dinamica dei fatti, con le autorità camerunensi che hanno rivendicato una “operazione speciale” per la loro liberazione mentre un turista svizzero, Alfredo Eggemann, ha invece raccontato che sono stati liberati dagli stessi miliziani. Il gruppo viaggiava con l’organizzazione “African Adventure Group”. Sono stati rapiti da ribelli separatisti che lottano per l’indipendenza della regione occidentale del Paese, a prevalenza anglofona. Il 1 ottobre scorso, i miliziani avevano dichiarato la nascita simbolica dello Stato “Ambazonia”, un’iniziativa alla quale il presidente camerunense Paul Biya ha risposto con il pugno di ferro, imponendo coprifuoco, restrizioni sugli spostamenti e raid delle forze di sicurezza.
A rivelare il sequestro e la successiva liberazione dei 12 europei è stato il ministro della Comunicazione di Yaoundè, che in un comunicato ha parlato del gruppo «preso in ostaggio da una banda di terroristi armati» nella zona di Nguti, e poi liberato dai militari lunedì «in una operazione». Il governo camerunense ha annunciato anche la liberazione di 6 consiglieri municipali in un’altra operazione nella vicina regione nord-occidentale precisando che durante i raid «decine di miliziani sono stati neutralizzati e sono state sequestrate grandi quantità di armi, munizioni e droga».
Diversa la versione del turista svizzero Eggemann che a Il Corriere del Ticino ha riferito come il gruppo sia stato fermato da “oppositori del governo” armati che hanno tolto loro chiavi e passaporti. Dopo 6 ore, è arrivata la liberazione: «Abbiamo avuto paura» ma «ci hanno lasciato andare via e ci hanno ridato tutto. Non ci hanno rubato nulla e non ci hanno fatto del male», ha sottolineato Eggemann, raccontando che una volta liberati hanno incontrato poco lontano la polizia «che diceva che ci stava cercando». Contrariamente a quanto annunciato dal ministero della Comunicazione camerunense, per il ticinese «non si è trattato di un atto terroristico e le autorità locali hanno, secondo me, gonfiato la vicenda».
Intanto in Italia, la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sul sequestro lampo dei cinque turisti italiani e attende comunicazioni ufficiali da parte della Farnesina per ricostruire quanto accaduto.
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