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Sant’Agostino: “Per Me Modena” e Pd divisi

Sant’Agostino: “Per Me Modena” e Pd divisi

Il progetto di restauro suscita le critiche dal gruppo-partner: «Serve una revisione di alta qualità»

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Su uno dei temi “capitali” della città, il restauro dell’ex ospedale Sant’Agostino trasformato in Polo della cultura in dialogo con Palazzo dei musei ed ex Estense, i due partiti che sostengono la maggioranza non la vedono esattamente allo stesso modo. Se ne discuterà oggi in consiglio, dove approda l’ordine del giorno proposto dal consigliere Marco Bortolotti del Movimento 5 stelle sulla “Prosecuzione del percorso partecipato del Consiglio Comunale sul progetto del Sant’Agostino-Estense”.

Ad aprire le danze, due giorni fa, una nota del gruppo consigliare “Mdp- Per me Modena”, partner di maggioranza del Pd che chiede alla giunta una “virata” sull’ormai eterno progetto. «Le indicazioni che ne escono oltre alla cancellazione definitiva delle torri librarie (l’ex simbolo del progetto di Gae Aulenti, ndr) - spiega una nota - richiedono una revisione del progetto originario che tenga conto dei valori architettonici e di tipologie edilizie ormai stratificate nel tempo. Sono importanti anche le richieste della Soprintendenza sulle pre-esistenze archeologiche e il dibattito in consiglio non si fermi al dispositivo urbanistico, ma debba allargarsi al progetto culturale complessivo di un’operazione di enorme valore strategico. La cultura “bene comune” deve essere gestita dalle istituzioni pubbliche ed è necessario un protagonismo ed una maggiore qualità delle politiche culturali e dell’assessorato alla cultura, in particolare per quanto riguarda il Polo dell’Immagine contemporanea sin qui troppo incline a logiche privatistiche».

Il capogruppo Pd Fabio Poggi non è dello stesso avviso su alcuni particolari e spiega: «Logiche privatistiche? Io la vedo al contrario: l’accordo di programma che abbiamo firmato con la Fondazione Cassa e il Ministero, nonché la Fondazione Mav realizzata con la medesima fondazione, così istituzionalizzati spiegano bene come si coinvolgano privati importanti sulle politiche culturali. Esse restano al pubblico, non deleghiamo e coinvolgiamo i privati: non in tutte le città si è scelta questa strada». Poggi conclude spiegando che «Il Consiglio torna protagonista con la propria responsabilità nell'approvazione della variante urbanistica, così come lo è stato dettando alla giunta e alla fondazione gli indirizzi del progetto. Riprenderemo il confronto sui contenuti culturali, poiché abbiamo sempre tenuto insieme i due piani, quello urbanistico e quello culturale». (s.l.)

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