Modena, “Scuole Pascoli”: festa per i 100 anni e un libro per rifare il cortile
La scuola festeggia un secolo con un giallo per beneficenza scritto da Emanuela Ferrari il ricavato sarà devoluto per il rifacimento dello storico cortile in cui hanno giocato centinaia di piccoli modenesi. Tra gli ex alunni anche Bottura
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MODENA. Un giallo per festeggiare i cent’anni dell’elementare Pascoli e rilanciare il cortile della scuola. È nato così il racconto “Miaogiò e la storia che nessuno sapeva” di Emanuela Ferrari. L’autrice lo ha presentato ieri pomeriggio in Comune con insegnanti, genitori ed ex allievi come Massimo Bottura. E' stata l'occasione per allievi di ieri di ritrovarsi insieme agli alunni di oggi.
«Non vedevamo l’ora che arrivassero le 10,30 o finissero le lezioni per giocare nel cortile - ha raccontato lo chef modenese - fin quando riuscivamo. Giocavamo con un pallone o una lattina. Quando tornavo a casa il risotto era sempre scotto e ciò mi ha aiutato a reinterpretare un piatto della tradizione».
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Lo stesso cortile «necessita di un restyling», come ricordato da Ferrari. L’incasso del libro, pubblicato da Artestampa dell’editore ed ex alunno Carlo Bonaccini, andrà devoluto all’associazione dei genitori scuole Pascoli per il progetto di rifacimento dell’area.
Il cortile è stato varcato da migliaia di piedi, tra cui quelli di Giorgio Pighi. «Era un periodo di sofferenza - ha garantito l’ex sindaco, alunno tra il 1955 e il 1960 - e l’edificio era occupato per una metà dalla Pascoli e per un’altra dalle Corni perché la loro scuola era stata bombardata. Si facevano i doppi turni con classi da 30-35 bambini».
Da una bambina è nato il progetto del libro con un’importante scoperta. «Tutto è nato quando mia figlia mi ha chiesto una sera di raccontarle la storia della scuola - ha spiegato l’autrice - ma non la conoscevo. Così sono andata prima a chiedere agli insegnanti, poi all’Archivio Storico di Modena». La ricerca è durata tre anni, durante i quali sono emersi aspetti che sembravano sommersi. «Modena è famosa perché i cittadini hanno voluto costruire un duomo - ha ripreso Ferrari - e hanno investito impegno e soldi per farlo. La nostra scuola è nata con le stesse motivazioni: liberi cittadini hanno voluto donare soldi perché la scuola fosse di tutti, anche di chi non poteva permettersi un tutore».
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Tra chi ha frequentato il cortile della scuola il gatto che dà il nome al racconto. L’attore Angelo Argentina ne ha narrato il primo incontro con la protagonista, divenuta investigatrice per la scomparsa della maestra Maria Giovanna Teodoro. «Chissà tra questi muri quante storie», ha cantato il coro della Pascoli, interpretando il testo musicale scritto da Rudy Marra con l’accompagnamento dell’orchestra Mutinae Plectri. Fedele Marra ha curato le illustrazioni. Agli alunni di oggi Bottura ha dato un consiglio: «Studiate tanto, la cultura è alla base di tutto». Il testo sarà presentato martedì 17 alle 17 al Mon Cafè e giovedì 10 maggio alla stessa ora nella sede dell’Archivio Storico. «Questo libro è un precedente - ha concluso Franca Baldelli, direttrice dell’ente - perché tutte le scuole dovrebbero raccontare ai ragazzi la storia della loro scuola».
Venerdì 25 maggio la Pascoli ospiterà la Mostra del centenario. (g.f.)
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