Tredicenne stuprata a Modena: ragazzo a processo
Accusato di aver violentato la giovane al parco Ferrari. A casa la vittima restò in silenzio. Il fatto venne scoperto in famiglia
MODENA. Poco più che ventenne, da ieri è sotto processo con l'accusa di aver stuprato all'età di 19 anni una ragazza 13enne che conosceva appena.
È iniziato il processo davanti al Collegio del Tribunale presieduto dal giudice Meriggi contro un ragazzo modenese che fa parte di una compagnia che gravita in centro storico. È accusato dalla sua conoscente molto più giovane di averla violentata alla loro prima uscita insieme con altri giovani.
Secondo la ricostruzione della polizia giudiziaria e della Procura (pm Amara), una sera del giugno 2015 Leo (difeso dall'avvocato Giampaolo Ronsisvalle) avrebbe accompagnato in giro per il Parco Ferrari Gianna (i nomi sono di fantasia), una studentessa delle medie arrivata a Modena da soli due mesi.
Con loro c'erano Paolo, allora 18enne, cugino di Gianna ed ex compagno di classe di Leo; e la sua fidanzata Elisa, allora 18enne. I quattro si sono trovati al Parco verso sera in compagnia di altri ragazzi dello stesso gruppo.
Ma dopo qualche bevuta le altre coppie si allontanano. Paolo ed Elisa si ritrovano soli: la cuginetta e il suo ex compagno delle medie sono fuori dalla loro vista. Solo più tardi Elisa avrebbe ricevuto da Gianna una terribile confidenza: Leo l’aveva bloccata e violentata.
Il processo si basa proprio su una catena di racconti e porta come prova dell'accaduto alcuni screenshot di messaggi tra Leo e l'ex compagno di classe Paolo nei quali dopo le domande incalzanti di Paolo che chiede un chiarimento sull'accaduto, Leo qualcosa ammette ma che cosa non è chiaro.
Ieri è stato ascoltato proprio Paolo. La sua drammatica testimonianza è consistita in alcuni momenti che gettano luce su cosa aveva visto e saputo. Paolo ha appreso dalla sua fidanzata Elisa cosa sarebbe accaduto poco prima al parco tra sua cugina e l’ex compagno di scuola. Gianna era ospite a casa sua da due mesi e aveva già avuto un contatto con Leo, un ragazzo alto con un grosso ciuffo castano.
Gli aveva dato anche un “bacino”, come è stato detto ieri in aula. La 13enne aveva iniziato a frequentare la sua compagnia. Ma Paolo e i suoi genitori erano contrari: era troppo giovane per quei ragazzi ormai adulti. Erano ragazzi che fumavano e bevevano. Lei frequentava ancora le medie. E si sa cosa potevano volere da lei... Tutta la sua famiglia voleva proteggerla, era troppo giovane: lui la considerava una sorella. Ma le cose sono andate diversamente.
Così quella sera Paolo, appreso l'accaduto, viene a sapere dalla fidanzata che la cugina è in bagno. È andata a lavarsi: dice di sentirsi sporca. «L'ha fatto», gli dice telegrafica Elisa a conferma della confidenza ricevuta. Pochi minuti dopo Paolo la trova seduta sul letto: si è cambiata. Il sorriso si è spento
Lo fissa in silenzio. La madre di Paolo prende l'iniziativa. Mette in una busta i vestiti che la nipote ha appena messo da parte dicendo che sono tutti “sporchi”, compresi gli indumenti intimi. Non è solo un racconto: Paolo riferisce ai giudici di aver visto tracce di sangue sulle mutande. Con quella busta lui, la madre, Elisa e la cugina vanno al pronto soccorso per farla visitare, presto raggiunti dalla madre di Gianna. Ma in quel momento Gianna non racconterà cosa le è accaduto: è troppo sconvolta.
Solo alcuni giorni dopo, una sera, sdraiata al buio sulla branda inferiore del letto a castello, sveglia Paolo che dorme sopra di lei. Sta piangendo. Le chiede cosa succede.
La ragazza dice che non può dimenticare. Dice di aver sbagliato: si sente in colpa per l'accaduto. Paolo capisce senza entrare in dettagli e non chiede altro, usa tutto il tatto che ha. Racconta che Gianna andrà da un psicologo per avere sostegno. Paolo, intanto, farà la sua parte. Cercherà di ricostruire la verità dei fatti ma il fratello di Leo gli butterà giù il telefono sottraendosi alle domande
E con Leo stesso avrà quello scambio via chat - ora agli atti - nei quali l'altro finisce per dire qualcosa sull'accaduto e che sarà approfondito in tribunale. Cosa ha detto, verrà chiarito ala prossima udienza, fissata per ottobre.
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