Gazzetta di Modena

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Una task force per scovare le false coop del lavoro

di Sara Donatelli
Una task force per scovare le false coop del lavoro

Castelnuovo. Apre il tavolo della commissione regionale dopo il caso Castelfrigo Il presidente Sabattini: «Incontreremo tutti i coinvolti per studiare il fenomeno»

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CASTELNUOVO. Sono ufficialmente iniziati ieri i lavori della Commissione speciale di ricerca e di studio sul tema delle cooperative spurie e fittizie. A spiegarne le attività, il presidente Luca Sabattini il quale avrà il compito di dirigere i complessi lavori che saranno suddivisi in tre fasi.

«In un primo momento si procederá con le audizioni di diversi soggetti. Abbiamo intenzione di ascoltare quante più voci possibili che siano in grado di spiegarci cosa stiamo affrontando. Per noi è fondamentale studiare il fenomeno delle cooperative spurie da tutte le angolazioni possibili e ascoltare tutti i soggetti che, seppur in maniera differente, sono coinvolti. É una fase di fondamentale importanza per approcciarci al problema sotto un’ottica complessiva- ha spiegato Sabattini-. Per questo ascolteremo i principali soggetti di rappresentanza a livello regionale del mondo cooperativo, dell’imprenditoria, del commercio, dei servizi e dei sindacati confederali e non solo».

Durante questa prima fase saranno inoltre acquisiti libri, saggi, riviste e articoli sull’argomento e si provvederà ad analizzare tutto il materiale normativo in materia, sia a livello regionale che nazionale ponendo al contempo l’attenzione sulle evoluzioni legislative durante gli ultimi anni.

«Ci saranno delle apposite sedute di analisi dell’evoluzione del quadro normativo intercorso negli ultimi anni per quanto riguarda i rapporti di lavoro, la cooperazione e gli appalti. Questo studio sarà compiuto tramite l’apporto di professionisti del settore», ha sottolineato Sabattini.

Durante la seconda fase, invece, saranno promosse ulteriori audizioni che potranno supportare la Commissione ad approfondire determinate tematiche, coinvolgendo se necessario le rappresentanze specifiche. In sede conclusiva, tutti i dati raccolti saranno messi a sistema in modo tale da individuarne le correlazioni e determinare i cosiddetti “marker", ovvero tutti quegli indici che permettono l’individuazione di una cooperativa spuria o fittizia.

«Questo step ci consentirá di elaborare proposte di miglioramento o indicazioni operative rivolte ai diversi livelli di responsabilità istituzionale». È la prima volta che in Emilia Romagna viene istituita una commissione del genere e la mole di lavoro per i commissari sarà senza dubbio notevole, soprattutto in vista di una concreta proposta politica e normativa.

«Uno studio integrato di questo tipo può essere utile per una proposta di legge che sia quanto più completa ed incisiva possibile. È importante, inoltre, comprendere come la normativa regionale possa essere interessata da eventuali modifiche che possano essere funzionali alla risoluzione di un problema grave come quello delle cooperative spurie. Si tratta di un lavoro trasversale- ha concluso Sabattini -. I due vicepresidenti, Giulia Gibertoni e Gianni Bosi, insieme a tutte le forze politiche stanno dimostrando di volersi impegnare in questo progetto impegnativo, ma urgente e doveroso».

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