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Animali sbranati, è allerta Colpito tutto l’Appennino

Animali sbranati, è allerta Colpito tutto l’Appennino

Da Pavullo a Guiglia fino a Frassinoro: si moltiplicano le aggressioni letali Mirino puntato contro i lupi oppure i cani inselvatichiti a caccia di prede e cibo

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Da un capo all'altro dell’Appennino e fino ai margini del capoluogo più densamente abitato. Si susseguono in questi giorni le segnalazioni di attacchi agli animali da parte di predatori che non vanno per mezze misure e spolpano le loro vittime. Molti sono convinti che siano lupi, ma non si può escludere che si tratti anche di cani inselvatichiti o ibridi. Perché il punto è sempre quello: in teoria il lupo dovrebbe aver paura dell’uomo, al punto da tenersi ben lontano dai contesti antropizzati. Che sia responsabile lui o un “parente”, il fenomeno c’è.

L’ultimo caso è stato segnalato mercoledì nel circondario di Pavullo. Una ragazza, di mattina, nel fare un giro dietro casa ha visto subito in mezzo al campo una scia di sangue che l’ha condotta a una scena macabra: i resti di un capriolo femmina e poco distante, mutilata, la carcassa del feto che portava in grembo. Era incinta e non è potuta sfuggire all’aggressore. Per quanto impressionante, è pur vero che è cosa ricorrente negli equilibri di natura. Ma lontano dalle case. Il sospetto che un lupo sia arrivato fin lì deriva dal fatto che un esemplare che a colpo d’occhio pareva tutto un lupo era stato avvistato e fotografato proprio a Pavullo a fine febbraio (durante i giorni della neve che ha fatto spostare le bestie selvatiche) nel Parco Ducale. Cioè praticamente in centro.

Da Pavullo a Guiglia, dove la notte del 26 marzo è stato barbaramente ucciso un cane da tartufo nella campagna attorno al borgo di Castellino delle Formiche: «Si chiamava Marley, era un incrocio tra un pastore e un labrador di 5 anni e 30 chili, a cui mio figlio era affezionatissimo - racconta Silvano Zanantoni - Intorno alle 22.30 l’ha sentito abbaiare forte in cortile, è sceso a vedere ma non c’era più: ha pensato che fosse corso dietro qualcosa, a volte capitava. La mattina lo cerca e a 100 metri da casa vede una cosa orrenda: Marley era stato divorato evidentemente da un branco, perché nell’uno contro uno si sarebbe difeso. Noi siamo convinti siano stati lupi: una signora ha detto di averne visti, e poi ci sono le orme lasciate: senza polpastrello dietro, solo le dita davanti proprio come quelle dei lupi. Del resto, a Montalto, qua vicino, sono stati avvistati più volte. Io non sono contro i lupi, ma non si può permettere loro di arrivarti dietro casa. E di uccidere l’animale che ami. È il secondo, in due anni».

Da Guiglia si passa a Frassinoro, dove il 28 febbraio la guardia ecologica Giancarlo Stefani ha trovato sulla sp 486, all’ingresso dell’abitato di Lago (Montefiorino), un capriolo di 50 chili spolpato nella parte posteriore. Di lato nel campo, tracce molto simili a quelle di un lupo.

Daniele Montanari

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