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Ascensori, dalla Regione 2 milioni per case Erp

Ascensori, dalla Regione 2 milioni per case Erp

Il bando è per il 2018 e riguarda l’edilizia pubblica. A Modena 114 fabbricati che potranno installare gli impianti. Il 30% di assegnatari ha più di 65 anni

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Un tempo era un lusso delle case dei signori o il simbolo del progresso nei palazzoni anni ’60 che crescevano verso l’alto. Oggi, semplicemente, sono una necessità per tutti visto l’invecchiamento della popolazione.

Di qui la scelta della Regione d’intervenire con un fondo di 2 milioni di euro nel 2018 per finanziare l’installazione di ascensori e montascale nelle case dell’edilizia pubblica, comprese quelle dell’Acer. Infatti, secondo una recente rilevazione, il 30% dei nuclei di assegnatari in città e provincia è composto da residenti che hanno più di 65 anni. Nel nostro territorio ci sono 114 fabbricati Erp costruiti nel decennio 1951-60 che sono candidati all’installazione dell’impianto per salire ai piani alti.

Uno stabile senza ascensore può diventare un serio problema per gli anziani, anche autosufficienti, e le persone con disabilità, soprattutto se alle prese con problemi motori. Non uscire di casa, o farlo raramente, potrebbe impedire una normale vita relazionale. Attraverso uno specifico bando saranno finanziati, oltre a questi interventi, anche lavori per l'abbattimento degli ostacoli presenti in appartamenti o spazi comuni, all'interno dei palazzi. Si va dai dislivelli con gradini o rampe troppo ripide, corridoi e servizi troppo stretti, pavimentazioni scivolose. I Comuni proprietari degli alloggi, destinatari dei contributi regionali, potranno avvalersi delle Acer (Aziende Casa Emilia-Romagna), in qualità di gestori del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Erp) per effettuare i lavori. La Regione riconoscerà fino ad un massimo dell'80% dell'importo complessivo delle opere. In Emilia-Romagna gli edifici popolari sono 6.571, per un totale di oltre 59 mila appartamenti; l'età media dei fabbricati è di 45 anni e circa il 30% dei nuclei assegnatari è composto over 65enni. In particolare, 1.257 fabbricati risalgono al dopoguerra, essendo stati costruiti negli anni tra il 1951 e il 1960, il decennio che ha visto lo sviluppo maggiore.

«Il nostro è un impegno - ha affermato il Bonaccini - che confermiamo anche per il prossimo anno con ulteriori due milioni di euro».

«Arriviamo a questa decisione dopo un percorso d'ascolto degli amministratori e delle realtà locali, dei sindacati dei pensionati e delle associazioni - afferma la vicepresidente della Giunta con delega al Welfare, Elisabetta Gualmini - Abbiamo lavorato molto sulle case popolari cercando una migliore equità. Ora è tempo di occuparci di chi vive in condomini molto vecchi ».

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