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Modena

parla il rapinato in via castelvetro 

«Avevo il coltello alla gola ma ho detto no al bandito»

«Avevo il coltello alla gola ma ho detto no al bandito»

«Faccio karate da tempo e ho imparato ad avere autodisciplina, a saper vincere la paura e a valutare bene i pericoli. So quando è possibile reagire oppure quando sia possibile, opportuno opporsi....

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«Faccio karate da tempo e ho imparato ad avere autodisciplina, a saper vincere la paura e a valutare bene i pericoli. So quando è possibile reagire oppure quando sia possibile, opportuno opporsi. Quando quell’uomo, sulla cinquantina, mi ha puntato il suo coltellaccio da sub sotto alla gola sono rimasto freddo e col mio rifiuto di assecondare le sue richiesto l’ho spiazzato. C’era rimasto di sale».

Inizia così il racconto del modenese, pure lui sui cinquanta anni, che è stato rapinato l’altra sera in via Castelvetro, la laterale piuttosto buia di viale Sigonio che sbuca in viale Muratori.

«Era sera, verso le 20 passate, ero sceso dall'auto parcheggiata vicino a casa e mi sono diretto al condominio - spiega il rapinato - Ho visto che in strada c’era un uomo, capelli ondulati e grigi, con un maglioncino a due colori, che passeggiava aventi e indietro, come se aspettasse qualcuno. Ho aperto il portone, sono entrato e ho chiamato l’ascensore».

«Poi sento una voce dietro di me che dice “Hai una sigaretta?”. Mi sono voltato e quello che avevo visto fuori ora era di fronte a me e in un attimo mi ha puntato contro il coltello da sub, bello grosso e me lo ha piazzato sotto alla gola».

Il bandito dunque si era infilato all’interno dell’ingresso del condominio prima che il portone si chiudesse ed era entrato inazione.

«Mi ha detto, in italiano, con accento campano “Dammi tutto quello che hai” e io gli ho risposto di no, senza dire nient’altro. Ho visto lui che è rimasto stupito, non si aspettava la mia reazione così fredda e decisa. Ha insistito: “Dai dammi i soldi, dammi il borsello”. Io infatti avevo il borsello e gli ho detto che dentro non c’era niente di valore. Non era una storia, davvero non c’era nulla di valore, solo degli occhiali da vista e poco altro. Lui non ci ha creduto, ha tirato la tracolla e l’ha tagliata con il coltello. Il borsello è caduto per terra».

«A questo punto - conclude il modenese rapinato - ho preso il portafoglio che avevo in una tasca e gli ho detto. «Ti do 50 euro e poi te ne vai, va bene? Ecco, questi sono 50 euro”. Ho tirato fuori e mostrato la banconota, lui si è un po’ allungato per guardare se nel portafoglio avessi altri soldi, io ho rimesso via il portafoglio di scatto, con decisione. Allora lui ha preso la banconota, è andato verso il portone ed è uscito, mentre io lo insultavo».

Stefano Totaro

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