Carpi, Mauro D'Orazi: «Pronto a candidarmi al servizio della città»
Il funzionario comunale andrà in pensione in maggio e pensa a un futuro in politica per valorizzare il patrimonio raccolto. Ha oltre 60mila immagini ed è autore di libri e pezzi su dialetto e cultura locale
CARPI. Dopo 44 anni di lavoro in Comune il funzionario agli affari istituzionali Mauro D’Orazi, il primo maggio di quest’anno, andrà in pensione. Si tratta della “fine di un’era”: D’Orazi ha attraversato più fasi della vita amministrativa, entrando in servizio insieme al sindaco Onorio Campedelli che un giorno gli disse: “Lei deve svolgere un compito delicato di verbalizzazione e organizzazione del consiglio”. D’Orazi, per tutti “Dorry”, rimarrà però molto attivo. Innanzitutto come esperto di tradizioni e dialetto locale su cui ha scritto oramai una decina di libri e collezionato 60mila immagini. E si potrebbe dischiudere un futuro in politica.
D’Orazi, lei da tempo è corteggiatissimo dalla politica.
«In vari mi hanno chiesto di candidarmi sia a sindaco, sia come consigliere: liste civiche e partiti. Vedremo nel 2019: di certo mi piacerebbe dare una valenza politica alle materie culturali locali, al nostro costume e alla nostra storia. Vorrei creare e sostenere iniziative che diano importanza a questi temi. Ho ricoperto diversi incarichi nella Dc e nella Margherita e ho alle spalle varie esperienze attive nel mondo sociale».
Prevede che alle amministrative 2019 si andrà al ballottaggio?
«Sì, è più che probabile il ballottaggio tra Pd e M5S. Il Pd dovrà serrare le fila, abbandonare le inclinazioni di falso renzismo, che non ha più modo di essere, parlare con la gente e fare meno feste dell’unità: queste assorbono energie e non servono più. Il sindaco Bellelli, che in questi anni ha fatto il suo dovere, dovrà mettersi d’accordo con il vicesindaco Morelli che per il centro storico ha fatto interventi lodevoli. Niente primarie per il Pd: rischiano di dividere in un momento dove non è necessario. Il centrodestra, da parte sua, dovrà trovare un leader credibile che possa dare fiducia anche in sede locale e che riesca ad aggregare le forze di quell’estrazione. Rimane poi l’interrogativo: che farà il consigliere Benatti? Del Movimento 5 stelle non voglio parlare. Mentre il voto cattolico mi sembra spezzato in tanti piccoli rivoli, tanto da non essere più un’entità definita da contorni chiari. La Lega, poi, a Carpi, ha ucciso la sua classe dirigente. Non appare nessuno che faccia politica oggi, ma siccome la politica non consente vuoti, qualcosa da Modena succederà».
Lei è noto anche per il vasto patrimonio fotografico in suo possesso.
«Ho oltre 60mila foto su supporto cartaceo e digitale. Scambio in continuazione questo materiale e il mio patrimonio si arricchisce e lo metto a disposizione di tutti - conclude D’Orazi - Questa crea un circolo virtuoso: più gente le ha, meno è probabile che preziose testimonianze vadano disperse. In collaborazione con il Comune mi piacerebbe incrementare quest’attività, in modo gratuito. Questo mi dà modo di essere libero e coltivare il “Libero Pensiero”, come erede dell’indimenticato Franco Bizzoccoli».
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