Nonantola, Manfredini: «Fermati da gente armata Non ci hanno fatto nulla»
Nonantola. L'ex prof 61enne di Rubbiara racconta il sequestro lampo avvenuto in Camerun: era insieme a turisti. «Ora andiamo in Ciad»
NONANTOLA. Proseguirà il suo viaggio insieme alla comitiva di turisti di cui fa parte il nonantolano Enrico Manfredini. Il 61enne, ex insegnante di geografia è stato sequestrato insieme a un gruppo di dodici turisti europei, sette svizzeri e cinque italiani, da un gruppo separatista nel Camerun occidentale.
Il gruppo viaggiava con l’organizzazione “African Adventure Group” ed è stato rapito nell’area di Moungo-Ndor, mentre si stava dirigendo nella zona dei “laghi gemelli” sul Monte Muanenguba. I dodici sono stati rilasciati sei ore dopo in un blitz disposto dalle autorità camerunensi. E la comitiva da ieri ha proseguito il viaggio in Africa.
«Ci trovavamo in Camerun, nella zona di Moungo-Ndor quando, improvvisamente, un gruppo di gente armata ci si è parata davanti - racconta Enrico Manfredini rispondendo da un telefono satellitare, mentre sta attraversando l’Africa - Abbiamo avuto questo incontro, ma siamo stati rilasciati poche ore dopo. La cosa è stata molto ingigantita. Non ci hanno fatto nulla, non abbiamo subito violenze di nessun tipo. Stiamo tutti bene». Il gruppo, nella tarda mattinata di ieri, sta proseguendo il viaggio nel continente africano. «Ci troviamo al confine con il Ciad» conclude l’ex insegnante di geografia con una voce che non tradisce per nulla la paura patita nelle ore precedenti, durante il sequestro. Il gruppo di turisti è ripartito dal Burkina Faso e dal Ciad e prenderà l’aereo che li riporterà a casa nei prossimi giorni.
Il turista svizzero Eggemann, nelle ore successive al rapimento e al rilascio dopo sei ore ha raccontato che il gruppo è stato fermato «da oppositori del governo - ha detto il turista - che hanno tolto loro chiavi e passaporti. Abbiamo avuto paura, ma ci hanno lasciato andare via e ci hanno ridato tutto. Non ci hanno rubato niente e non ci hanno fatto del male».
Manfredini fa parte della Cap 180 Love Sahara che si occupa di organizzazione viaggi, ha studiato al Corni e nel 1998 ha deciso di cambiare iniziando a organizzare viaggi in giro per il mondo, soprattutto in Africa e nel Sahara.
Il 61enne, che abita da solo in via Risaia a Rubbiara è separato con un figlio. La moglie si è trasferita a Mantova dove vive con il figlio di 12 anni.
Nel frattempo, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta: lo scopo è quello di chiarire come sia avvenuto il sequestro lampo dei cinque italiani che viaggiavano insieme ai sette svizzeri.
Serena Arbizzi
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