Spilamberto, ce l’ha con Satana, ma picchia la compagna
Spilamberto. Tso per un un 53enne. Era ai domiciliari, dopo una fuga per 120 chilometri dai vigili
SPILAMBERTO. Fervente... credente, vede Satana un po’ ovunque, e ci mette un attimo ad... infiammarsi.
Tanto che tra fedi, satanismi da sconfiggere ed eccessi di violenza ha già rimediato nella laicissima realtà contemporanea qualcosa come una ventina di ricoveri coatti.
Lui, 53enne conosciuto di Spilamberto, è stato arrestato a Bologna dalla Polizia municipale, con l’accusa di avere segregato in casa e picchiato la compagna, anche lei italiana di mezza età. A casa della donna ci era finito poche settimane fa agli arresti domiciliari, dopo essere stato arrestato, per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Non una resistenza qualunque: incrociando una pattuglia della polizia municipale della Val Samoggia diretta per i soccorsi su un incidente, aveva interpretato le sirene spiegate come una “diavoleria”. Per l’appunto.
Così, prima ha effettuato sotto il naso della pattuglia una folle e pericolosa manovra inversione, e poi ha ignorato il segnale di alt per la bellezza di 120 chilometri. Un’inezia. Lo hanno fermato in provincia di Prato dove ha “accolto” gli agenti a colpi di accetta, sempre delirando. In cura per problemi psichiatrici, anche stavolta stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio e ricoverato all’ospedale di Baggiovara, dove viene tuttora seguito, mentre si è parallelamente avviato un procedimento penale con le accuse di sequestro di persona, minacce e lesioni, maltrattamenti in famiglia ed evasione.
La vicenda delle violenze e maltrattamenti a Bologna è stata scoperta per caso dagli agenti bolognesi, che qualche settimana fa sono intervenuti a casa della coppia, alla periferia della città, dopo la segnalazione di un vicino disturbato da una musica - ovviamente sacra - ad altissimo volume, proveniente dall'appartamento. La compagna inizialmente non ha detto nulla e, visibilmente dolorante, ha attribuito il malessere a un problema di emicrania. I poliziotti della Municipale bolognese si sono per insospettiti per sua esitazione di fronte alla domanda se avesse bisogno di aiuto, e hanno avviato un'attività di indagine. Solo dopo alcune settimane, e con la collaborazione della figlia che abita fuori regione, la donna si decisa a denunciare il marito, anche in seguito ad un altro episodio di percosse che l'ha fatta finire al pronto soccorso.
Dopo l'allontanamento del 53enne, è stata affidata a una struttura protetta gestita dalla Casa delle Donne per non subire violenza. Il caso stato seguito dalla speciale “unità tutela soggetti deboli” della Polizia Municipale di Bologna, nata nel novembre del 2017 e formata da una quarantina di agenti che hanno partecipato a una formazione specifica.
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