Blitz della Regione per ottenere l’ok alla megadiscarica di Finale
Il vertice con il “Governo” a Roma: «Ci serve subito, è strategica» ma il Comune di Finale resiste, ela decisione slitta
FINALE. La Regione Emilia Romagna si è tolta ieri l’ultimo velo nel palazzo del Governo a Roma, mostrando con una chiarezza cristallina che la sua volontà è di far realizzare la nuova mega discarica di Finale. Una “riapertura”, che concentrerà sul “polo pattumiera” un milione e ottocentomila tonnellate di rifiuti speciali, provenienti da tutta la Regione.
I tre tecnici con un mandato speciale inviati da Bologna alla Presidenza del Consiglio puntavano anzi ad un via libera rapido, magari in un ulteriore colpo di coda del Governo Gentiloni. Il timore - più o meno inconfessabile - è infatti che un cambio politico di governo possa far insorgere nuovi ostacoli ad un progetto che la delegazione ha definito “strategico”, e pienamente coerente con il piano della gestione dei rifiuti della regione stessa.
Non solo: il progetto sarebbe sicuro e compatibile con la normativa. Che a Bologna tengano al progetto è apparso presto chiaro alla delegazione del Comune di Finale, rappresentato dal sindaco Sandro Palazzi, dall’assessore Beatrice Ferrarini e dal presidente del consiglio comunale Maurizio Boetti. Quando infatti il sindaco è intervenuto, per chiarire la posizione nettamente contraria del Comune alla mega discarica, i tecnici regionali sono più volte intervenuti per ribattere, o contraddirlo.
Più “istituzionali” gli interventi delle altre delegazioni che ieri si sono riunite, ricevute dai referenti del Dipartimento Amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Arpae (rappresentata dall’ex tecnico della Provincia, ingegner Pedrazzi) ha espresso un formale via libera, purchè vengano rispettate le prescrizioni.
Prudenza anche maggiore da parte della Soprintendenza, che per ragioni organizzative non ha espresso una valutazione certa.
A testimoniare la contrarietà del territorio alla discarica a Roma è arrivata anche Maria Paltrinieri, dotata di striscione, dell'Osservatorio civico Ora Tocca a Noi. Paltrinieri si è piazzata sotto gli uffici dove si teneva la riunione, sventolando il vessillo di quella Finale che non ne può più del Polo pattumiera
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Era presente pure l’Ausl, mentre Feronia (la società di Hera e Sorgea che vuol costruire e gestire la discarica) non era presente.
Il sindaco Palazzi con il supporto della Ferrarini ha “resistito” sulla posizione contraria, ricordando tra l’altro i gravi problemi ambientali che devastano la Bassa, il rischio di alluvioni, le problematiche sismiche...
Il tema oggetto della discussione è stato anche il potere del sindaco di opporsi, in forza di una vecchia legge che gli consente di esprimere pareri decisivi quando c’è di mezzo la salute dei cittadini. Sul tema i dirigenti della Presidenza del Consiglio si sono soffermati, lasciando intendere che occorrerà a questo punto consultarsi con il Ministero della Salute.
Una circostanza che contribuirà ad ostacolare il piano della Regione, di avere subito l’ok dal governo Gentiloni.
Anche perchè sul finire Maurizio Boetti ha giocato una carta oggi pesante. Ovvero che è meglio attendere, perchè sulla discarica di Finale e sui suoi retroscena è in corso un’inchiesta della Procura, condotta dai carabinieri forestali, e che il presidente è indagato. Circostanza che potrebbe indurre il governo attuale a passare la palla a quello che verrà. In ogni caso, è stato chiarito ieri, l’ultimo parere dopo l’ok del Governo spetterà alla Regione. Appunto... (ase)
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