Fusione Lama-Montecreto «A decidere sarà la gente»
Il sindaco Canovi in un incontro pubblico ha illustrato i vantaggi del progetto «Avremo un rientro economico. Se c’è l’ok dei cittadini faremo il referendum»
LAMA MOCOGNO. «Non voglio che ci sia alcuna strumentalizzazione politica su questa cosa: sulla fusione non c’è nulla di deciso, siamo solo in una fase di ascolto. Se c’è condivisione andiamo avanti, sennò niente».
Lo ha ripetuto più volte il sindaco di Lama Fabio Canovi giovedì sera all’albergo Conca d’Oro della Santona al primo incontro con i cittadini per illustrare assieme al vice Fabio Ballotti la prospettiva rivoluzionaria per l’Appennino (ma anche per la provincia) che si è aperta con lo studio di fattibilità per creare un ente unico con Montecreto da 3.600 abitanti (2.700 da una parte e 930 dall’altra). Il test si può dire che si sia concluso con un pareggio, a livello di reazioni, tra favorevoli e contrari, ma in mezzo a un campione limitato a una ventina di persone, tra Santona e Piane. Canovi ha sottolineato in premessa la virtuosa situazione finanziaria di Lama, che con un indice di debito del 3,5% è il Comune meno indebitato dei dieci del Frignano. Ma nonostante questo, è soffocato dai vincoli: «Dieci anni fa il Comune aveva 46 dipendenti, adesso 19 – ha precisato – mi sono andati in pensione due autisti scuolabus e non ho potuto assumere, ma il servizio lo devo pure garantire. Allora dei tre operi che abbiamo ne ho messo uno su una linea e l’altra l’ho esternalizzata. Ma adesso devo gestire 62 chilometri quadrati di territorio, e di emergenze viarie, con due operai: voi capite che c’è da non dormirci la notte. Noi piccoli Comuni siamo alla canna del gas: in questo contesto, siamo destinati a scomparire da soli». La fusione invece sblocca le assunzioni ed elimina i vincoli del patto di stabilità. Poi garantisce un contributo di 723mila euro all’anno per dieci anni. «Soldi liberi, ma da spendere col primo obiettivo di creare entrate produttive» ha puntualizzato Canovi. «I due municipi rimarranno – ha garantito – e i servizi di front office saranno anche incrementati. Ci saranno risparmi con un solo sindaco, un solo Consiglio, un solo segretario, una sola squadra di operai, un solo ufficio tecnico con personale qualificato e l’integrazione sui servizi burocratici. E ci saranno maggiori possibilità nei bandi: un Comune unico parte con un punteggio maggiorato e, ad esempio, quello di Valsamoggia li sta vincendo tutti. Per me è un’occasione unica, ma lo ripeto: siete voi che decidete. Se dite che ci proviamo, lo diciamo alla Regione e andiamo a referendum, che passa solo se il sì vince da tutte e due le parti».
Parte del pubblico ha condiviso, parte (con anche esponenti di centrodestra) ha mostrato perplessità: «Noi abbiamo il bilancio in ordine, ma a Montecreto com’è la situazione? Non vogliamo accollarci i loro debiti». «Se diventa sindaco uno di Montecreto, poi farà gli interessi di Montecreto, non di Lama», ha ripreso un altro. «Se il voto si frammenta, una lista di gente di Montecreto potrebbe vincere», si è detto ancora. Ma c’è stato anche chi ha testimoniato i buoni riscontri di un’altra fusione montana: quella reggiana tra Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, che nel gennaio 2016 ha dato origine a Ventasso.
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