Maxi frode, chiesti sconti di pena
L’accusa aveva domandato 11 anni per Patrizia Gianferrari, ex socia di Ciancimino
Consistenti sconti di pena e il tentativo di smontare l’accusa di associazione a delinquere. Sono le richieste avanzate dalle difese dei due imputati principali del processo per la maxi frode dell’acciaio, ormai agli sgoccioli e su cui pende la spada di Damocle della prescrizione. Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo e la sassolese Patrizia Gianferrari, ex promotrice finanziaria, sono ritenuti i capi dell’organizzazione dall’accusa, che nella precedente udienza aveva chiesto una condanna di ben 62 anni in totale.
In questo complesso procedimento non manca neppure il pentito: Paolo Signifredi, 53enne parmigiano ex presidente del Brescello Calcio, collaboratore di giustizia, presente ieri in aula dietro un paravento. L’indagine risale al 2006-2007, quando gli inquirenti scoperchiarono una maxi frode al fisco, tramite la compravendita di acciaio, da 130 milioni di euro (100 milioni di imposte e 30 di Iva evasa).
Ieri ha preso la parola l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Patrizia Gianferrari. Ritenuta ai vertici dell’associazione (40 i capi d’imputazione, dalla truffa al falso, più una serie di reati fiscali per i quali la prescrizione scatterà a giugno), Gianferrari ora si trova in una clinica. Per l’imputata, ritenuta dall’accusa una truffatrice seriale, il pm aveva chiesto 11 anni. Durante l’arringa il legale ha sottolineato che di recente la difesa ha ottenuto un cumulo giuridico, spuntando un sostanzioso sconto, l’estinzione dei reati in continuazione e un affidamento in prova dall’esito positivo. Cataliotti ha quindi chiesto che venga disapplicata la recidiva e siano riconosciute le attenuanti generiche, per la collaborazione fornita dalla sua assistita. Secondo il legale di Ciancimino, invece, il figlio dell’ex sindaco di Palermo era entrato nell’affare quando l’organizzazione si era già rodata, poiché all’epoca dei fatti era ai domiciliari a Palermo. Ciancimino si sarebbe limitato a fare il trader. Il giudice Alessandra Cardarelli ha rinviato al 7 maggio.
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