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Lorenzo, tra il marketing e l’azienda di famiglia

di Valentina Corsini
Lorenzo, tra il marketing e l’azienda di famiglia

Frequenta il Fermi, è patito di calcio, ma guarda già avanti con grande interesse: «Spero di girare il mondo. Il lavoro di mio padre? Tanta fatica e responsabilità»

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Cos’hanno in comune la passione per il calcio giocato, il tifo sfegatato per la “Vecchia Signora” - che è un’eredità di famiglia - l’amore per i viaggi e un futuro nel marketing aziendale? La risposta è chiara tanto quanto il sole che splende mentre lo intervistiamo a spasso per San Felice dove vive con la famiglia, papà Gian Luca, mamma Letizia e il fratello maggiore Emanuele.

Lorenzo Stabellini, classe 2000 e 18 anni compiuti l’11 febbraio, è timido ma piano piano si scioglie come la nebbia tipica di queste parti che ha lasciato finalmente spazio a un’aria più limpida e serena.

Studente al quarto anno dell’istituto Fermi di Modena, Lorenzo oltre allo studio da pendolare si divide tra le classiche uscite con gli amici, i film di ambientazione fantastica e qualche sogno sul suo futuro che vede però lontano dai banchi e, perché no, all’estero. Prima di migrare, chissà, verso lidi così distanti dal suo paese natale per assecondare quella voglia di scoperta e novità tipica di un ragazzo della sua età, è lo sport a tenerlo ben ancorato al piccolo centro della Bassa. Lo stadio comunale Bergamini, dove facciamo anche una capatina insieme a lui, è infatti un po’ la sua seconda casa perché Lorenzo gioca nell’Us San Felice. Prima del calcio, però, la scuola.

Come procedono gli studi?

«Abbastanza bene. Il mio è un istituto che ti dà ampia possibilità di scelta in fatto di indirizzi: si va dal marketing, al liceo sportivo, fino alle lingue straniere. Le materie che mi piacciono di più, infatti, sono l’inglese e il marketing aziendale. Mentre la mia bestia nera è la matematica…».

A cosa sono dovute queste preferenze?

«L’inglese mi piace perché amo viaggiare. Sono già stato a Barcellona, a Dublino e in Francia. E un giorno vorrei andare anche negli Stati Uniti sia per svago che per provare a fare qualche stages o qualche esperienza lavorativa. Il marketing invece mi piace perché dopo la maturità non mi dispiacerebbe entrare nel mondo del lavoro, magari in un’azienda e proprio in questo particolare campo. Non in quella di famiglia, però, (l’impresa edile Stabellini di San Felice, ndr) perché quando hai un’azienda tua è molto più impegnativo e hai molte più responsabilità: vedo quanto lavora mio padre e non è facile».

Quali sono i tuoi hobby?

«Mi piace molto uscire con gli amici, stare in compagnia e qualche sera andare a ballare. Non sono molto casalingo ma quando sono a casa adoro guardare film e serie tv di fantascienza e horror, anche se dovrei stare di più sui libri… Poi c’è l’impegno sportivo che occupa gran parte del mio tempo: gioco nella squadra del mio paese e ci alleniamo quattro volte a settimana perché siamo nel campionato di Eccellenza, e infine la domenica abbiamo le partite. Il calcio è una grande passione, non solo perché lo pratico ma perché mi piace anche guardarlo in tv e dal vivo».

Per quale squadra tifi?

«Sono un grandissimo tifoso della Juve. L’amore per i bianconeri è nato in famiglia: sia mio padre che mia madre sono tifosi sfegatati della Juventus e non potevo che diventarlo anch’io. Fin da piccolo mi hanno trasmesso questa passione e oggi seguiamo la squadra insieme, non solo in tv. Sono stato alcune volte a Torino, allo Stadium, e anche in altri stadi vicini a noi, come al Mapei a Reggio Emilia. Il giocatore che mi piace di più e a cui mi ispiro è Dybala: è fantastico come si muove, un calciatore eccezionale. Ma la cosa più divertente dell’essere una famiglia tutta juventina è mia mamma: di tecnica e tattica calcistiche non capisce molto, ma quando guardiamo le partite si infiamma come pochi. La tifosa numero uno è lei».



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