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Bancomat esploso, danni per 150mila euro

di Valentina Corsini
Bancomat esploso, danni per 150mila euro

L’assalto all’alba devasta cassa e interni delle Poste di San Vito. I residenti: «Un boato incredibile». Indagano i carabinieri 

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SPILAMBERTO. Un’esplosione devastante, che ha sventrato la cassa del bancomat e catapultato i detriti a diversi metri di distanza. E poi le fiamme, che in un attimo hanno intaccato gli interni dell’ufficio postale incenerendo parte delle scrivanie, delle sedie e del mobilio. E una nuvola di fumo denso ed acre a coprire la fuga dei malviventi che ieri alle 5 hanno svegliato San Vito facendo saltare in aria il bancomat delle Poste, in pieno centro, e con la tecnica ormai consolidata “della marmotta”.

La banda prima si è portata davanti al bancomat di via Pacinotti, poi ha inserito la carica di gas nella fessura da cui si prelevano i soldi ed ha atteso. In pochi istanti la cassa è esplosa. I balordi, però, devono aver esagerato con la dose di gas perché nella violenta esplosione hanno fatto detonare anche l’inchiostro blu che rende il bottino di cui si sono appropriati - all’incirca 10mila euro - inutilizzabile in quanto macchiato.

Ma è lo scenario successivo al colpo ad aver creato i danni maggiori: si parla di almeno 150mila euro. E avrebbero potuto essere ben superiori. Perché l’ufficio postale di San Vito si trova al piano terra di una palazzina in cui risiedono cinque famiglie e di proprietà di Rolando Trenti.

«Eravamo tutti in casa che dormivamo quando abbiamo sentito l’esplosione - racconta Trenti, che vive con la figlia e il marito di lei nell’abitazione adiacente alle Poste - ed è stato proprio mio genero insieme ad uno degli inquilini indiani del palazzo ad uscire per spegnere le fiamme».

Un blitz veloce e provvidenziale, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco di Vignola che hanno infine domato il rogo. «Ho sentito un botto pazzesco, così sono corso in giardino, in pigiama, ho aperto la pompa dell’acqua che usiamo per innaffiare e mi sono messo a spegnere le fiamme - conferma Fabrizio Barani, genero di Trenti - c’erano una puzza di esplosivo e una nuvola di fumo pazzesche. Dopo mi ha raggiunto uno degli inquilini indiani del palazzo, a cui ho subito detto di staccare il gas per evitare un’ulteriore esplosione. Infine ho chiamato i pompieri». «Quando ho udito il boato ho pensato ci fosse il terremoto - spiega Vasyl Chopey, un altro inquilino della palazzina - poi ho visto il fuoco, il fumo e il bancomat esploso».

«Il ragazzo che vive nell’appartamento sopra il mio ha sentito il botto e udito qualcuno scherzare in napoletano…», ha detto invece la residente di un condominio di via Pacinotti, di fronte al bancomat. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Spilamberto che hanno acquisito le immagini delle telecamere dell’ufficio postale e visionato anche le riprese di altri sistemi di videosorveglianza di alcune abitazioni di San Vito, per provare a risalire ai responsabili dell’assalto.

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