La preoccupazione di Cgil per i lavoratori di Deliveroo
«Modena è divenuta la quindicesima città italiana in cui la società inglese Deliveroo, colosso multinazionale delle consegne a domicilio, ha iniziato a fornire i propri servizi. L’anno scorso...
«Modena è divenuta la quindicesima città italiana in cui la società inglese Deliveroo, colosso multinazionale delle consegne a domicilio, ha iniziato a fornire i propri servizi. L’anno scorso Deliveroo è cresciuta del 25% e ha raggiunto i 1600 “collaboratori” a livello nazionale. E vogliamo concentrarci su questo aspetto».
È il sindacato Cgil Modena che con queste parole interviene sull’arrivo delle consegne a domicilio per i piatti di ristoranti cittadini grazie al colosso inglese.
«Perché pare - continua Cgil - che non si tratti di lavoro vero e proprio, ma di collaborazioni più o meno fittizie, eterodirette e manipolate che celano un rapporto a cottimo che ha tutte le caratteristiche di rapporti di lavoro che pensavamo relegati al 19° secolo, piuttosto che alla modernità di quella che viene definita “Net economy” o più propriamente “Gig economy”. La Gig economy è la “società dei lavoretti”, dove il lavoro, costituzionalmente inteso diviene il grande assente o assume contorni evanescenti, svuotati dai diritti sindacali minimi e manipolati dalle imperanti logiche della flessibilità imposte dalla globalizzazione e da sistemi informatici secondo algoritmi che rendono il lavoratore estremamente ricattabile. La caratteristica di questi lavori è di non avere un salario contrattuale, ma di essere assunti come collaboratori ed essere pagati a consegna (a cottimo dunque). Un sistema informatico predetermina le consegne da effettuare e dunque l’impegno lavorativo. Va da sé che più io sarò disponibile e flessibile in termini fasce orarie e meno mi ammalerò e meno porrò questioni dal punto di vista del diritto minimo sindacale, più l’algoritmo mi “premierà” dandomi più consegne. Chiaro il meccanismo vessatorio e ricattatorio e le conseguenti ricadute in termini di condizioni di lavoro e rischio per i lavoratori. Il rischio per la salute e la sicurezza è infatti il secondo aspetto che maggiormente ci preoccupa. Forzando i lavoratori a divenire “atomi in corsa in mezzo al traffico” si mette a repentaglio la loro stessa integrità psicofisica. Recentemente, a dicembre 2017, il contratto nazionale della logistica, ha recepito la figura professionale del rider, dando una cornice e un inquadramento contrattuale a questa figura di lavoratore. Crediamo, come Cgil, che questi lavoratori abbiano diritto a un contratto e un salario corretto e dignitoso, nonché alle tutele normative di ogni altro lavoratore e chiederemo alle istituzioni e ai soggetti preposti di prestare la massima attenzione e vigilanza all’ingresso di questi soggetti economici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google