«Le imprese degli stranieri non rubano lavoro agli italiani»
L’impatto che l’arrivo dei lavoratori stranieri ha avuto sul mercato del lavoro italiano è positivo: le sfasature esistenti sono state colmate o almeno attenuate, il che porta a smentire la tesi...
L’impatto che l’arrivo dei lavoratori stranieri ha avuto sul mercato del lavoro italiano è positivo: le sfasature esistenti sono state colmate o almeno attenuate, il che porta a smentire la tesi secondo cui i migranti sottrarrebbero lavoro agli italiani. È questa una delle constatazioni emerse dal convegno “Insieme per crescere? L’impatto degli immigrati sull’economia italiana”, svoltosi sabato all’auditorium San Rocco. Inserita all’interno del Festival della Migrazione e promossa dal Comune di Carpi, dalla Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione delle Terre d’Argine e da Migrantes Diocesana, in collaborazione con l’associazione “I giovani per Carpi”, l’iniziativa è stata realizzata con l'intento di comunicare dati e concetti oggettivi sul tema, grazie all’intervento di tre esperti: Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano; Massimo Baldini, docente di Economia Pubblica all'Università di Modena e Reggio Emilia e Gian Carlo Cerchiari, vicepresidente della Camera di Commercio di Modena.
Proprio secondo i dati emessi da quest’ultima al 31 dicembre 2017, a Modena e provincia sono 7.500 le imprese attive gestite da stranieri, pari all'11,5% delle imprese totali modenesi, 33 in più rispetto a settembre 2017. La distribuzione per settori è piuttosto differente da quella delle imprese modenesi: quelle a conduzione straniera, infatti, sono concentrate soprattutto nelle costruzioni con un 30,9% a fronte del 16,1% del totale provinciale.
Per il commercio (22,4%), invece, la proporzione risulta molto simile al totale locale (22,3%). Anche l'industria manifatturiera è ben rappresentata (17,7%). La distribuzione per settori all’interno del manifatturiero mostra poi come il 55,2% di quelle straniere operi nell'industria del tessile-abbigliamento, mentre altri settori favoriti riguardano la produzione di prodotti in metallo (20,6%) e la manutenzione e riparazione (5,5%). Altro dato significativo, nel 2017 tutti i settori delle imprese capitanate da stranieri mostrano andamenti positivi, ma l'aumento più sensibile è dato dai servizi alle persone che salgono dell'11,6%, seguito da quelli alle imprese (+7,7%) e dall’agricoltura (+5,8%). Infine, dal punto di vista della natura giuridica, pare che gli imprenditori stranieri preferiscano operare da soli. Le imprese straniere mostrano infatti la maggior concentrazione verso quelle individuali: più di due terzi prediligono questa forma giuridica, arrivando al 78,8% del totale, mentre molte meno sono le società di capitali (11,5%) e le società di persone (6,7%).
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