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Odissea con Seta per un disabile partito da Pavullo

PAVULLO . Per un disabile può diventare un incubo anche la gita di Pasquetta, pur avendo studiato e prenotato con cura lo spostamento sui mezzi pubblici. Ne sa qualcosa il 40enne pavullese I.B.,...

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PAVULLO . Per un disabile può diventare un incubo anche la gita di Pasquetta, pur avendo studiato e prenotato con cura lo spostamento sui mezzi pubblici. Ne sa qualcosa il 40enne pavullese I.B., costretto su una sedia a rotelle che muove sempre a braccia in autonomia. Lunedì scorso aveva deciso di concedersi un giro a Riccione. Ci aveva pensato per tempo e il sabato aveva chiamato Seta per richiedere il servizio disabili, cioè la presenza nel bus di linea scelto (partenza da Pavullo alle 7.30) della pedana meccanica.

Nonostante le garanzie, la cosa già non è partita bene: «Quando mi presento - racconta - l’autista mi dice che la pedana non funziona: mi portano su a braccia lui e altri due passeggeri. Che sono stati gentili, e li ringrazio, ma non deve essere così: se qualcuno inciampava, avremmo rischiato tutti».

Arrivato a Modena, con la sua carrozzina è andato da solo alla stazione dei treni e ha preso quello per Riccione. L’incubo è arrivato al rientro: il treno doveva arrivare alle 19.34, permettendogli di raggiungere l’autostazione per l’ultima corsa delle 20. È invece arrivato alle 19.54: il giovane si è affrettato a più non posso, ma non ha potuto giungere al terminal prima delle 20.06. Il bus era già partito.

Per tornare a casa ha dovuto telefonare alla sorella che lo è venuto a prendere alle 22 alla stazione ferroviaria. «Quando ho prenotato il servizio ho lasciato il mio cellulare: sapevano benissimo che alle 20 la corriera gialla con pedana era chiamata per me - sottolinea - ma quando non mi ha visto, l’autista non ha fatto nessuna telefonata. E io non potevo avvertire perché alle 19 non c’è più nessuno da contattare. Peraltro era l’ultima corsa: qualche minuto di attesa non avrebbe fatto la differenza. Il giorno dopo ho inviato rimostranza scritta: silenzio totale».

Daniele Montanari

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