San Prospero, addio a Cavicchioli, pioniere del lambrusco
Oggi i funerali dell’imprenditore 84enne che ha portato il vino del Sorbara nel mondo
SAN PROSPERO. Ha rivoluzionato l’idea di lambrusco, portandolo dalla dimensione domestica verso l’internazionalizzazione e l’apprezzamento generale per quel vino rosso con le bollicine. Se n’è andato a 84 anni Piergiorgio Cavicchioli, uno dei pionieri del Sorbara. Una vita dedicata al lavoro e alla sua azienda agricola, tra le prime a capire le grandi potenzialità che un prodotto curato e fine avrebbe potuto avere anche oltre i confini della Bassa modenese. Cavicchioli, infatti, ereditò dal padre Umberto la piccola cantina familiare e sempre dando la priorità alle competenze interne l’ha via via accompagnata, insieme ai fratelli Umberto, Franco e Romano, a diventare un marchio conosciuto un po’ ovunque. Perché Cavicchioli fa rima con qualità e... lambrusco.
«Mio padre ha dedicato tutta la sua vita al lavoro - racconta il figlio Claudio, ora al timone dell’azienda - È stata una persona lungimirante, cordiale, aperta, brillante un po’ come il suo e nostro lambrusco. Ha sempre dato grande valore alla convivialità e al legame con la nostra terra tra i 90 ettari di vigne in territorio di Sorbara e l’area produttiva e di imbottigliamento di San Prospero». Un senso di appartenenza che ha visto l’imprenditore sempre molto attivo per la collettività con donazioni e contributi alle associazioni locali e alle iniziative solidaristiche.
E oggi saranno in tanti coloro che vorranno rendere omaggio a Piergiorgio Cavicchioli, che avrebbe compiuto 85 anni tra un mese. Amici e colleghi si stringeranno alla famiglia: i figli Sandro, Claudio e Federica, la moglie Liliana e i nipoti Carlo e Laura. I funerali si svolgeranno nella chiesa parrocchiale di San Prospero con inizio alle 15 e poi la salma riposerà nel cimitero locale. (fd)
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