Formigine, a lezione con i volontari per salvare la vita ai bimbi
Oltre sessanta persone al corso di disostruzione pediatrica dell’Avap Fondamentale se il piccolo rischia di soffocare ingerendo cibo o oggetti estranei
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FORMIGINE. Grande interesse per la prima serata dedicata alle manovre di disostruzione pediatrica aperta a tutta la cittadinanza organizzata dall’Avap di Formigine il 5 aprile. L’associazione, attiva dal 1978, conta al momento 182 volontari che si dividono tra i molteplici servizi offerti alla popolazione, come il trasporto di emodializzati o il trasporto per terapie, visite e ricoveri, o, ancora, il servizio emergenza-urgenza. Numerose poi le iniziative per aprirsi al territorio e farsi conoscere; in primis, per insegnare manovre salvavita a più persone possibili e, in secondo luogo, per reclutare nuovi volontari che «non sono mai abbastanza» spiega Luca Ruggeri, 32 anni e da quasi 6 presidente dell’associazione. «Ogni anno - continua Luca - verso ottobre organizziamo un corso aperto a tutti, che si divide in sette serate e che permette di diventare volontari. Poi ci sono vari corsi per specializzarsi: se per entrare nell’associazione basta avere compiuto 16 anni ed ottenere il permesso dei genitori, per effettuare il servizio di emergenza-urgenza occorre essere maggiorenni».
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Molte altre poi le occasioni in cui l’Avap si rivolge ai cittadini: «Dagli incontri nelle scuole, alla presenza in piazza per il “settembre formiginese”, fino ad arrivare alle singole serate come questa, per insegnare determinate manovre». Tra i circa sessanta presenti che hanno riempito sala della Loggia, molte coppie giovani, come Marco e Chira, neogenitori di una bambina di sei mesi: «Siamo alle prese con lo svezzamento, speriamo di non averne mai bisogno, ma vogliamo essere informati».
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L’ostruzione delle vie aeree, la cui incidenza è maggiore tra i 6 mesi ed i due anni di vita del bambino, può essere causata dall’ingerimento di cibo e piccoli oggetti: insomma, qualsiasi cosa il bambino riesca a mettere in bocca. Occorre prestare costante attenzione e saper distinguere un’occlusione parziale da una totale, in modo tale da applicare le corrette manovre. Nel caso di un’occlusione incompleta, basterà incitare il bambino a tossire; altrimenti la manovra è più delicata soprattutto se da applicare su un lattante, ed è per questo che i volontari, alla teoria, hanno affiancato la pratica, servendosi dei manichini. «Fondamentale, però - sottolineano i volontari - chiamare i soccorsi». I presenti hanno potuto apprendere anche le modalità del massaggio cardiaco pediatrico, e le regole d’oro da seguire per evitare la Sids, ossia la morte in culla.
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