Gazzetta di Modena

Modena

Spilamberto, donne maestre nell’arte del nocino

di Martina Stocco
Spilamberto, donne maestre nell’arte del nocino

La quarantesima edizione del Palio di San Valentino. Alla gara iscritti oltre mille campioni di liquore fatto in casa

2 MINUTI DI LETTURA





SPILAMBERTO. Più di mille campioni in gara, ventidue province italiane coinvolte e oltre settemila assaggi per una sola passione: il nocino. Sono questi i numeri registrati alla quarantesima edizione del palio di San Valentino, che si è svolto domenica tra le mura della torre medioevale in centro a Spilamberto. La kermesse “al profumo di noce” ha preso il via all’interno del torrione dove ha sede l’Ordine del Nocino Modenese. L’associazione, fondata nel 1978, ad opera di un gruppo di “rezdore”, mogli dei soci fondatori della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, ha visto un numero sempre crescente di partecipanti. Alla gara dei nocini familiari si sono, infatti, sfidati 1013 campioni, più uno fuori gara, per un totale di 7400 assaggi. Ma, tra questi uno solo si è aggiudicato il primo posto: ed è stato il nocino di Maria Sarti. Secondo classificato, invece, il liquore di noce di Alessandro Bellei. Mentre, sul gradino più basso del podio è salito Andrea Compagni. «È stato premiato il miglior nocino di ogni provincia italiana coinvolta - ha aggiunto Vania Franceschelli, presidente dell’Ordine del Nocino Modenese - e particolari riconoscimenti sono stati assegnati alle donne, che hanno partecipato alla nona edizione del concorso Donne del Nocino».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16695759:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16695759:1650052980/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Lara Gilmore, Debora Rosciani, Laura Galli Morandi, Erika Copelli, Clarissa Martinelli, Micaela Piccoli, Barbara Mullineris e Fonzia Mecheri, sono le produttrici di liquore di noce, che son state premiate. Ma, la tradizione locale, a predominanza femminile, ha allargato i confini anche all’estero.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16695760:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16695760:1650052980/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

È, infatti, dalla California e dall’Olanda che sono giunti altri campioni di nocino. «Nel primo caso sono produttori italo-americani ad averci inviato i campioni - ha raccontato Franceschelli - mentre ad Amsterdam coloro che producono nocino sono persone che hanno vissuto per un periodo di tempo nel nostro Paese e dall’Italia si fanno spedire il mallo». Il mallo, la noce che non ha ancora raggiunto la maturazione, è un ingrediente fondamentale.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16695761:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16695761:1650052980/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Quante ne servono? La ricetta è semplice: sono necessarie una trentina di noci (31-33), un chilogrammo di zucchero e un litro di alcol. A parole è tutto facile, ma la pratica si acquisisce col tempo e con l’esperienza. Così, l’Ordine del Nocino Modenese ha organizzato, anche per quest’anno, un corso che inizierà a maggio. «Lo scopo principale dell’associazione - ha ricordato la presidente - è quello di insegnare a fare il nocino in casa, o correggere gli eventuali errori commessi durante la preparazione».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google