Tre modenesi su dieci in autobus o in bici
L’indagine del Comune sul piano urbano della mobilità sostenibile evidenzia il problema smog
L’indagine effettuata online dal Comune di Modena sugli obiettivi del PUMS (il Piano urbano della mobilità sostenibile), a cui hanno partecipato 1136 cittadini, ha dato risultati che evidenziano un forte interesse per tutti gli obiettivi strategici proposti dal Piano. Tra i soggetti che hanno partecipato all’indagine il 53.5% sono donne. La fascia d’età che sempre in valore percentuale più si è espressa, è quella compresa tra i 35 e i 64 anni, il 71.7%, risiedente in ordine decrescente e più o meno proporzionale nel Quartiere 3 (Buon Pastore, Sant’Agnese, San Damaso), Quartiere 4 (San Faustino, Madonnina, Quattro Ville), Quartiere 2 (Crocetta, San Lazzaro, Modena Est) e Quartiere 1 (Centro storico). Solo 3 partecipanti su 10 all’indagine si spostano su mezzi sostenibili come la bicicletta o il trasporto pubblico, quando invece la maggioranza utilizza l’auto o la moto. La graduatoria degli obiettivi specifici del PUMS, compilata in ordine di priorità secondo i cittadini, vede al primo posto il “miglioramento della qualità dell’aria”, un dato che sottolinea l’interesse generale sempre maggiore al problema dei cambiamenti climatici della Terra, che ha spinto la comunità mondiale ad adottare misure di rimedio a questa emergenza, mentre all’ultimo posto c’è “l’aumento del tasso di occupazione”, che conferma come sul versante del lavoro il territorio modenese sia tra i primi posti in Italia per percentuale di occupati. Completano le prime posizioni tra gli obiettivi di massima priorità per i cittadini presi a campione, “recuperare e rendere compatibile l’uso delle strade considerando le esigenze dei diversi utenti della strada”, “diminuzione del numero generale di incidenti mortali e non tra gli utenti” e il “miglioramento del Trasporto Pubblico Locale”. Agli ultimi posti di questa graduatoria e che quindi sono di minima priorità, insieme “all’aumento del tasso di occupazione”, troviamo “l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse di mobilità”, settore in continua evoluzione nel mondo soprattutto per ciò che riguarda il car sharing attraverso l’utilizzo della tecnologia, “l’esplicitazione ed internalizzazione nelle politiche pubbliche dei costi ambientali, sociali e sanitari dei diversi modi di trasporto” e la “riduzione dei costi della mobilità (connessi alla necessità di usare il veicolo privato)”.
Riccardo Chiossi
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