Gazzetta di Modena

Modena

Un coro di opposizioni al Cpr

di Saverio Cioce
Un coro di opposizioni al Cpr

Comitati Sicurezza: «Muzzarelli lo lasci a Bologna che l’accetta». Lega: «Sì ma con il personale giusto»

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«Sappiamo già come finirà il balletto delle dichiarazioni, un inutile rituale con ruoli già assegnati e di cui conosciamo già il finale. Non ci interessa che il sindaco fra qualche tempo dica di aver fatto tutto il possibile. Gli chiediamo invece di rispondere seccamente al ministro che Modena rifiuta il Cpr, per mille validi motivi. Semmai lo indirizzi a Bologna dove il sindaco Merola ha dato disponibilità ad accoglierlo».

Il rifiuto è categorico e arriva da tutti i comitati civici che da anni si battono per la sicurezza a Modena. L’Unione dei Comitati Sicurezza (Tempio- Stazione, “Gramsci e dintorni”, S.Agnese, Villaggio Modena Est, Villaggio Zeta, Salvo D’Acquisto, Quattro Ville) rifiuta a priori quella che vede come una sceneggiata, fatta di parole contrite e di immobilismo pratico: l’anticamera per far cadere come ineluttabile l’insediamento a Modena, unico centro in Emilia Romagna, del Cpr in via La Marmora. Qui, a fianco del carcere e della tangenziale, dovrebbe riaprire i battenti la sede dell’ex Cie che, dopo le rivolte di una decina d’anni fa e lo svuotamento definitivo nel 2013, resta come monumento di una politica fallita. In pratica è stato l’unico edificio costruito per questo scopo in tutta Italia, entrato in attività nel 2000, sui 15 che avrebbero dovuto trattenere gli immigrati clandestini. Una costruzione creata su misura per le esigenze di 60 “ospiti”, non processati nè processabili per la legge italiana, ma passibili di allontanamento perché senza documenti di soggiorno regolari. La novità degli ultimi giorni, con la comunicazione del Ministero dell’Interno della riapertura per pregiudicati e delinquenti in attesa di espulsione, ha scatenato una reazione a catena di opposizioni. E mentre il sindaco continua a chiedere risorse adeguate di forze dell’ordine, assieme a sindacati di polizia, la Prefettura di Modena sceglie la linea del profilo basso. I contatti con la proprietà e i potenziali gestori oltre agli enti interessati entrano nel vivo in questa settimana.

Muzzarelli intanto incassa anche il sostegno del Carroccio. «La Lega Nord - scrive in una nota Luca Bagnoli a nome della segreteria modenese - sostiene ed invita il sindaco Muzzarelli a negare la prossima apertura del Cpr, finchè non ci saranno le dovute garanzie di allineamento numerico degli organici di polizia». Viste le discussioni su personale e mezzi delle forze dell'ordine a Modena, aprire il nuovo centro che senso avrebbe per i sostenitori modenesi di Salvini? «Senza rinforzi concreti sarebbe una follia - scandisce rivolto al sindaco - Lo sarebbe sia dal punto di vista della gestione della sicurezza del territorio. La sicurezza a Modena ha la priorità assoluta. Se ne assuma le responsabilità e faccia valere la sua ostinatezza, esibita ogni qualvolta che viene criticato pubblicamente, al tavolo del ministro Minniti».

L’unico fatto certo è che in regione, rispetto a cinque anni fa, i posti per gli indesiderabili saranno solo i 60 a Modena contro i 150 che c’erano prima.

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